Esplosione a Piana del Sole, il racconto dei sopravvissuti e la corsa contro il tempo tra le macerie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Stavamo seduti a vedere la televisione, avevamo la finestra chiusa, poi si è sentito questo tuono e questo pezzo è montato sopra al tavolo”. La voce di Cristian, residente a Piana del Sole, nel quadrante sud di Roma, restituisce con drammatica immediatezza la furia dell’esplosione che ha sconvolto il quartiere: un boato, racconta, che ha squarciato il silenzio di una serata qualunque, scagliando detriti – uno dei quali, finito direttamente sulla sua cucina – a decine di metri di distanza dall’epicentro del crollo. La sua abitazione, situata a circa cinquanta metri dalle tre villette successivamente ridotte in cumuli di cemento e ferri contorti, è divenuta involontaria testimone della violenza di una probabile fuga di gas, la cui esatta dinamica è ora al centro delle verifiche da parte degli inquirenti.

Il crollo delle tre palazzine e l’intervento dei soccorsi

L’esplosione, verificatasi nella periferia Sud della capitale in un’area prossima a Ponte Galeria, ha provocato il collasso totale di una palazzina; le due villette adiacenti, coinvolte nel fragore e nella successiva onda d’urto, hanno riportato danni strutturali gravissimi, con pareti interamente distrutte e detriti – alcuni dei quali di notevoli dimensioni – scagliati contro le auto in sosta, danneggiandole. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, impegnati in un’operazione complessa resa ancora più delicata dalla necessità di scandagliare metro per metro le macerie: la preoccupazione principale, ancora nelle ore immediatamente successive all’accaduto, rimane quella di escludere la presenza di eventuali altre persone rimaste intrappolate sotto i calcinacci, con le ricerche condotte anche con l’ausilio di droni per sorvolare aree altrimenti inaccessibili.

I feriti gravi e la gestione dell’emergenza abitativa

Dalle operazioni di soccorso, condotte in un clima di alta tensione, sono state estratte due persone: si tratta di un uomo e una donna, rispettivamente di 86 e 84 anni, marito e moglie che si trovavano all’interno dell’immobile maggiormente colpito. Le loro condizioni, definite subito critiche, hanno richiesto il trasporto immediato in codice rosso all’ospedale Sant’Eugenio, dove i sanitari hanno preso in carico le due vittime per le gravi ferite riportate. Sul perimetro della zona disastrata, intanto, gli agenti dell’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale hanno provveduto a istituire un cordone di sicurezza, chiudendo al traffico via Demonte e via Castellinaldo nel tratto compreso tra il civico 56 e via Eugenio Villoresi, al fine di consentire l’accesso esclusivo ai mezzi di soccorso e mettere in sicurezza l’intera area.

Le persone evacuate e lo stato degli edifici

Parallelamente alle operazioni di bonifica delle macerie – che proseguono senza sosta – si è resa necessaria l’evacuazione di circa settanta persone residenti negli stabili limitrofi, dichiarati inagibili dai vigili del fuoco a seguito delle pesanti sollecitazioni subite dalla struttura e dalla possibile compromissione degli impianti. Gli agenti della Polizia Locale, in stretta sinergia con il personale della Protezione Civile, sono quindi stati impegnati nelle procedure di assistenza alloggiativa per trovare una sistemazione temporanea a decine di famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni in piena notte. Il video che ritrae i primi istanti dopo l’esplosione, con la colonna di fumo e i detriti sparsi, è stato diffuso sui social da Marco Palma, vice presidente del Consiglio Municipale Roma XI, divenendo immediatamente la cruda testimonianza visiva della devastazione che ha colpito il quartiere.

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