Austin, agente ICE spara e ferisce un uomo: proteste e richieste di indagine indipendente
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Redazione Esteri
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Un agente dell'Immigration and Customs Enforcement ha sparato e ferito un uomo nel nord di Austin, in Texas, durante un controllo stradale conclusosi con un breve inseguimento a piedi. La vittima, colpita al torace, è stata trasportata in un ospedale locale dove i medici l'hanno stabilizzata: le sue condizioni restano gravi. La sparatoria è avvenuta nel pomeriggio di domenica 20 settembre, nella zona del 7000 block di West Anderson Lane, vicino alla U.S. Route 183.
Secondo la ricostruzione fornita dalla capo della polizia di Austin, Lisa Davis, l'agente federale avrebbe esploso il colpo al termine di una breve fuga a piedi. La polizia municipale non era coinvolta né nell'operazione né nello sparo, ha precisato Davis, aggiungendo che l'unità investigativa speciale del dipartimento è intervenuta sulla scena.
Il consigliere comunale Mike Siegel ha però sostenuto una versione diversa, affermando che l'agente dell'ICE avrebbe speronato con il proprio mezzo la Toyota Corolla blu della vittima prima di aprire il fuoco almeno cinque volte; sulla fiancata dell'auto sarebbero visibili fori di proiettile. L'agenzia federale non ha rilasciato dichiarazioni sull'accaduto, e le autorità cittadine hanno riferito di non aver ricevuto informazioni dettagliate dai funzionari federali.
L'avvocata Kate Lincoln-Goldfinch ha identificato l'uomo ferito come Wilber Rafael Garces Perez, un venezuelano di 28 anni che si trovava alla guida del proprio veicolo mentre effettuava una consegna per DoorDash al momento degli spari. Stando a quanto riferito dalla legale, dopo il ricovero in ospedale Garces Perez è stato dimesso e trasferito in custodia federale in attesa di espulsione; la moglie e i legali non avrebbero potuto incontrarlo né ottenere informazioni sul suo stato di salute.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna, che sovrintende all'ICE, ha confermato che l'uomo è in custodia federale in condizioni stabili e ha sostenuto che sarebbe entrato negli Stati Uniti illegalmente durante l'amministrazione Biden, con un ordine definitivo di espulsione a suo carico. L'avvocata ha contestato questa ricostruzione, affermando di ritenere che il suo assistito sia entrato nel Paese con l'app CBP One.
Il sindaco di Austin, Kirk Watson, ha espresso rabbia e delusione per l'accaduto durante una conferenza stampa, sottolineando come l'episodio si inserisca in un contesto di operazioni dell'ICE in forte aumento nella capitale texana. Watson ha dichiarato che non sarebbe appropriato che l'agenzia federale conduca l'indagine da sola e ha chiesto il coinvolgimento della polizia municipale e dei Texas Rangers per garantire un esame terzo e trasparente dei fatti.
Il deputato texano Greg Casar ha definito quanto accaduto «l'orrore che è arrivato nella nostra città» e ha invocato un'inchiesta indipendente, la pubblicazione immediata dei filmati delle body camera e la piena responsabilità per eventuali violazioni della legge. Anche il deputato Joaquin Castro è intervenuto duramente, accusando l'amministrazione Trump di aver permesso all'ICE di operare senza controllo sul territorio.
Nelle ore successive alla sparatoria, centinaia di residenti si sono radunati sul luogo dell'incidente e hanno organizzato una veglia a lume di candela. I manifestanti, molti dei quali con bandiere messicane e guatemalteche, hanno esposto cartelli con slogan come «Nessuno è al sicuro» e hanno chiesto che l'ICE lasci il Texas. La protesta è rimasta pacifica, con alcuni automobilisti di passaggio che hanno suonato il clacson in segno di solidarietà.
La polizia ha mantenuto una presenza consistente nell'area, mentre i dimostranti chiedevano a gran voce che venga fatta piena chiarezza sulla dinamica degli spari e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni.
L'episodio di Austin si aggiunge a una serie di sparatorie che hanno visto coinvolti agenti dell'ICE negli ultimi mesi. A gennaio, due cittadini americani, Renée Good e Alex Pretti, sono stati uccisi a Minneapolis durante proteste legate a un'operazione di controllo sull'immigrazione. Casi analoghi si sono verificati a Houston, in Texas, e a Biddeford, nel Maine, oltre che a Franklin Park, nell'Illinois.
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