Samsung rilancia sulla DDR5, l’intelligenza artificiale fa esplodere il mercato della memoria

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mentre i listini delle memorie DDR5 per i computer continuano a salire senza un chiaro segnale d’inversione, i grandi produttori di semiconduttori stanno rapidamente riorganizzando le loro linee di produzione. Samsung, leader del settore, ha deciso di ridistribuire parte delle sue risorse, spostando capitali e capacità produttiva dalle memorie ad alta larghezza di banda, le HBM destinate ai sistemi di intelligenza artificiale, verso le più tradizionali e, al momento, straordinariamente redditizie DDR. Una mossa che, se da un lato tenta di arginare la carenza per il mercato consumer, dall’altro conferma una tendenza di fondo: l’inarrestabile domanda legata all’IA generativa sta riscrivendo le priorità dell’intera industria tecnologica, lasciando che siano i segmenti più profittevoli a dettare l’agenda. Una situazione che ricorda, per certi versi, quanto accaduto tra il 2020 e il 2022, quando la combinazione di pandemia e boom del mining di criptovalute rese introvabili le schede grafiche, facendone schizzare i prezzi a livelli insostenibili per la maggior parte degli utenti.

L’effetto domino sul mercato consumer

La corsa sfrenata allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale sempre più potenti e complessi ha creato una domanda che alcuni definiscono “brutale” per i chip di memoria. Colossi come OpenAI, secondo quanto riportato dalle analisi di settore, assorbirebbero fino al settanta per cento della produzione di specifici componenti, destinandoli ai propri data center. Questo accaparramento di risorse, per quanto comprensibile dal punto di vista industriale, produce un inevitabile effetto a catena sui prodotti destinati al grande pubblico. Gli analisti prevedono infatti aumenti consistenti, stimati tra il trenta e il quaranta per cento all’inizio del 2026, per i chip di memoria, con ripercussioni dirette sul costo finale dei dispositivi. Ne consegue che, se la tendenza non si modificherà, l’anno prossimo potremmo trovarci di fronte a smartphone Android e a laptop da gaming con prezzi sensibilmente più elevati rispetto alle attese.

La fame di potenza delle nuove tecnologie

Come sottolineato da esperti del settore, tra cui Tibi Puiu, cofondatore di ZME Science, l’intelligenza artificiale sta trasformando computer, tablet e smartphone in vere e proprie macchine da guerra per l’elaborazione di informazioni, dati, testi e contenuti multimediali. Questa trasformazione, sebbene porti con sé enormi potenzialità, ha un costo energetico e materiale molto alto. Cpu, Ram e i vari chip che compongono i nostri dispositivi mobili si trovano oggi in diretta competizione con le esigenze dell’IA, descritta come famelica e compulsiva nel suo assorbire risorse di calcolo. Una competizione impari, dove i volumi e gli investimenti richiesti dai grandi data center tendono a prevalere, lasciando il mercato consumer in una posizione di relativa debolezza nella catena di approvvigionamento.

Prospettive per gli utenti finali

La crisi delle Ram, che ha visto il prezzo dei moduli DDR5 raddoppiare in tempi brevissimi, non sembra destinata a risolversi nell’immediato futuro. Diverse proiezioni indicano che la pressione sul mercato consumer potrebbe protrarsi almeno fino al 2028, segnando un periodo di transizione complesso per acquirenti e produttori di hardware. Quest’ultimi, schiacciati tra costi delle componenti in rialzo e la necessità di mantenere prezzi competitivi, potrebbero essere costretti a rivedere le specifiche tecniche dei loro prodotti o a ritardare l’implementazione di alcune innovazioni. Il quadro che emerge è quello di un’industria tecnologica in cui la domanda di potenza di calcolo per applicazioni professionali e di intelligenza artificiale sta diventando il principale motore delle scelte strategiche, con ripercussioni tangibili su tutti i segmenti a valle della filiera.

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