Terra Santa al Meeting di Rimini, il richiamo di Romanelli e Ielpo
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Redazione Esteri
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La Terra Santa è stata al centro del Meeting di Rimini con le testimonianze di padre Gabriel Romanelli e padre Francesco Ielpo, che hanno raccontato la situazione vissuta a Gaza e nei luoghi segnati dalla guerra. L’incontro ha unito il richiamo alle radici della fede cristiana con la sofferenza degli ultimi anni, riportando l’attenzione sui luoghi della vita terrena di Gesù e dei primi discepoli. Uno dei momenti più attesi dell’edizione è stato il collegamento con padre Romanelli, sacerdote argentino che dal 2019 guida la piccola parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza.
La testimonianza da Gaza e il messaggio per la pace
Dal palco del Meeting di Rimini, padre Gabriel Romanelli è intervenuto in collegamento dalla Striscia di Gaza, rispondendo alle domande della giornalista Alessandra Buzzetti di Tv2000. Il sacerdote ha parlato dall’interno del compound della parrocchia latina della Sacra Famiglia a Gaza City, con alle spalle una tenda beige e poco distante la linea gialla che divide in due la Striscia. La sua testimonianza ha riguardato sacerdoti, suore, padri, madri e bambini rimasti in un contesto in cui molte persone hanno cercato una via per allontanarsi dalla guerra.
Romanelli ha descritto la condizione di chi continua a vivere nella zona nonostante le difficoltà quotidiane, sottolineando il legame con le persone che hanno scelto di restare. Durante l’incontro ha rivolto un appello legato alla necessità di costruire la pace, raccontando una realtà segnata dalla sofferenza e dalla fatica. Le sue parole sono arrivate davanti al pubblico dell’auditorium del Meeting, mentre sul palco era presente anche il Custode di Terra Santa Francesco Ielpo, che ha successivamente portato la propria testimonianza.
Il racconto di padre Ielpo sulla situazione in Terra Santa
Padre Francesco Ielpo OFM, dal giugno 2025 Custode di Terra Santa, ha parlato della situazione drammatica e delle difficoltà vissute nell’ultimo anno. Nel suo intervento ha richiamato i momenti più complessi legati alla nuova guerra tra Stati Uniti e Iran, alla situazione di Gaza e alla condizione della Cisgiordania. Le sue parole sono state pronunciate mantenendo uno sguardo legato alla fede e alla testimonianza evangelica, anche davanti a circostanze caratterizzate da grande sofferenza.
Il Custode di Terra Santa ha spiegato che chi vive direttamente la guerra non arriva ad abituarsi alla guerra, riportando l’attenzione sull’esperienza concreta delle persone coinvolte. Il dialogo con i media vaticani nello studio di Radio Vaticana – Vatican News ha accompagnato la riflessione sulla situazione dei territori e sul significato della presenza cristiana in quei luoghi. A Rimini, le parole di Ielpo e Romanelli hanno messo al centro la richiesta di fermare una condizione descritta come sempre più difficile per chi vive sul territorio.
Le radici cristiane e il significato della presenza a Rimini
La presenza della Terra Santa al Meeting di Rimini non è stata legata soltanto alle cronache degli ultimi anni, ma anche al rapporto storico e spirituale con i luoghi della vita di Gesù e dei discepoli. Questo legame è stato rappresentato anche dal concerto del coro Yasmeen, l’ensemble vocale nato nell’Istituto Magnificat di Gerusalemme, la scuola di musica creata trent’anni fa dai francescani della Custodia di Terra Santa. L’esibizione è stata uno dei primi momenti della 47esima edizione del Meeting.
L’incontro ha mostrato due aspetti collegati della presenza in Terra Santa: da una parte la memoria e le radici della fede cristiana, dall’altra la realtà vissuta oggi dalle persone che si trovano nei territori colpiti dalla guerra. Padre Romanelli ha parlato di chi continua a rimanere a Gaza, mentre padre Ielpo ha raccontato le difficoltà affrontate nei luoghi affidati alla Custodia. Le testimonianze arrivate dal Meeting hanno così portato al centro il rapporto tra la storia religiosa di quei luoghi e le condizioni attuali di chi vi vive.
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