Buffon rivela: "Zidane e quella testata, la verità che non dicono"
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Redazione Sport
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Gianluigi Buffon, intervenuto al Salone del Libro di Torino per presentare la sua autobiografia "Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi", ha rievocato alcuni dei momenti più iconici della sua carriera, tra cui la finale del Mondiale 2006, quella stessa notte berlinese che consegnò l’Italia alla storia. A distanza di quasi vent’anni, il portiere ha svelato un dettaglio inedito sull’episodio più discusso della partita: la testata di Zinédine Zidane a Marco Materazzi. "Quell’azione è stata rivista in televisione, un fatto insolito per l’epoca", ha spiegato Buffon, lasciando intendere che, se allora fosse esistito il VAR, le cose avrebbero potuto prendere una piega diversa.
Non è la prima volta che il campione parla di quell’evento, ma stavolta lo ha fatto con una riflessione più ampia, legata alle dinamiche del gioco e alla pressione che si vive in campo. "Nei minuti finali, le energie che sprigionano gli spettatori catturano anche te, giocatore", ha detto, descrivendo come la suspence e i boati della folla possano influenzare le percezioni degli atleti. Eppure, nonostante l’emozione di quella vittoria, Buffon non ha risparmiato un mea culpa per alcune sue dichiarazioni passate, come la celebre frase sul "bidone della spazzatura al posto del cuore", definendola oggi "qualcosa di cui mi vergogno".
Il libro, che ripercorre le cadute e le rinascite della sua vita, non tralascia nemmeno gli anni alla Juventus, comprese le tre finali di Champions perse. "In nessuna di quelle occasioni abbiamo meritato di vincere", ha ammesso, riconoscendo la superiorità degli avversari. Tra i ricordi più vividi, anche l’episodio del rigore contro il Real Madrid nel 2018, una delle pagine più controverse della sua carriera in bianconero.
Ma a emergere, tra le righe del suo racconto, è soprattutto il rapporto con Marcello Lippi, allenatore della nazionale nel trionfo tedesco. Buffon ha rievocato un aneddoto del Mondiale 2010, quando, ormai fuori dal campo per infortunio, entrò negli spogliatoi trovando i compagni nella disperazione più totale. "Lippi arrivò sereno, quasi distaccato, e disse: ‘Ragazzi, non è colpa vostra, la colpa è mia che sono un c… e che ho portato voi’". Una frase che, nonostante la gravità del momento, lo fece scoppiare a ridere sotto la doccia.




