L'Italia dimentica Claudia Cardinale: l'addio a Parigi e l'assenza del governo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre le note di “C’era una volta il West”, la colonna sonora di Ennio Morricone per il film di Sergio Leone che l’aveva resa un’icona mondiale, echeggiavano all’interno della chiesa di Saint-Roch, l’ultimo salito a Claudia Cardinale si è svolto in un silenzio carico di emozione. Fuori, sulla rue Saint Honoré, qualche centinaio di persone, un misto di amici e ammiratori, ha atteso per rendere omaggio a colei che, con la sua recitazione, aveva segnato indelebilmente la storia del cinema. Un applauso rispettoso e sentito ha accolto il feretro, un gesto semplice ma intenso che racchiudeva tutta la gratitudine per una vita spesa davanti alla macchina da presa. Tra i presenti, spiccava la figura della figlia, Claudia Squitieri, che ha voluto condividere con i presenti quel momento di estremo addio, un’immagine di profondo dolore familiare che ha toccato chiunque vi abbia assistito.

L'assenza plateale del governo italiano

Quella che è mancata, in modo plateale e per molti versi inspiegabile, è stata invece la rappresentanza ufficiale dell’Italia. Nonostante gli impegni istituzionali, che pure gravano sull’agenda dei membri dell’esecutivo, nessun esponente di governo ha ritenuto di dover presenziare alla cerimonia per onorare la memoria di un’artista di così alto profilo internazionale. A Parigi, infatti, l’unica presenza istituzionale italiana era quella dell’ambasciatrice Emanuela D’Alessandro, la quale, sebbene abbia svolto il suo compito con la dovuta dignità, non poteva certo simbolicamente colmare un’assenza così rilevante. Né il ministro della Cultura, né tantomeno un suo sottosegretario, magari quello proprio con la delega al cinema, hanno intrapreso il viaggio, lasciando che un pezzo importante della nostra storia culturale se ne andasse senza il saluto della sua nazione.

Il ricordo della figlia: una donna determinata e riservata

Dalle parole della figlia, rilasciate in un’intervista esclusiva nella casa di famiglia a Nemours, emerge il ritratto di una donna determinata e riservata fino all’ultimo. «Se n'è andata a modo suo, sgattaiolando senza essere vista», ha affermato Claudia Squitieri, dipingendo con poche frasi un congedo in piena coerenza con un carattere noto per la sua fierezza. Quel “sgattaiolando” racchiude tutta l’essenza di un’attrice che, pur essendo stata un volto universalmente riconosciuto, ha sempre custodito gelosamente la sua sfera più intima, costruita lontano dai riflettori e dalle cronache rosa. Un’esistenza, la sua, divisa tra due culture, quella francese di adozione e quella italiana di origine, un dualismo che lei stessa aveva sempre riconosciuto e che la figlia ha voluto sottolineare, ricordando come entrambe le anime coesistessero in lei.

Una questione di sensibilità e di valore simbolico

L’episodio, al di là delle singole responsabilità, solleva una questione di sensibilità e di percezione del valore simbolico di certi eventi. La mancata partecipazione di un rappresentante del governo italiano non passa infatti come una semplice disattenzione protocollare, ma assume i contorni di una mancanza di riconoscimento verso un’intera epoca del cinema, di cui Claudia Cardinale era una delle ultime regine. Mentre la Francia, che pure l’aveva accolta, le tributava un commosso addio nella “chiesa degli artisti”, l’Italia, la sua patria artistica, sembrava voltare le spalle, dimenticando con troppa facilità quella straordinaria ambasciatrice di bellezza e talento che aveva portato il nome del paese in ogni angolo del mondo.

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