La rabbia contro il femminicidio si fa sentire in tutta Italia
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Redazione Interno
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L'inaugurazione delle panchine rosse non è l'unica manifestazione di rabbia in risposta all'ultimo femminicidio dell'anno. Il dibattito sul patriarcato è stato riacceso e l'attenzione si è spostata dal rituale alla lotta. Dopo l'assassinio di Giulia Cecchettin, sono state centinaia le manifestazioni di protesta in suo nome in tutta Italia. Le scuole hanno trasformato il minuto di silenzio voluto dal ministro all'Istruzione Giuseppe Valditara in un momento di rumore e rabbia.
L'amore per Giulia Cecchettin attraversa tutta l'Italia, dalla Val d'Aosta alla Sicilia. L'attenzione mediatica sulla vicenda continua ad essere fortissima. Luca Martello, sindaco di Vigonovo, paese di Giulia Cecchettin, ha raccontato di avere ricevuto finora 400 messaggi, tutti stampati e custoditi gelosamente all'interno di una scatola. Questi messaggi rappresentano solo una parte dell'affetto che sta suscitando e raccogliendo sia la famiglia di Giulia, sia il primo cittadino.
A Napoli, cinquecento persone hanno partecipato a una fiaccolata per ricordare Giulia Cecchetin. La fiaccolata, che si è mossa tra via Toledo e piazza Municipio, aveva lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica contro la violenza di genere. L'iniziativa è stata promossa dalla seconda Municipalità, con il sostegno del mondo delle scuole e dei vertici di Libera. Oggi inizia una due giorni interamente dedicata all'emergenza femminicidi o violenza di genere.




