Manovra 2025, la battaglia degli emendamenti
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Redazione Interno
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La Legge di Bilancio 2025, attualmente in discussione alla Camera, è diventata il campo di battaglia per oltre 1.300 emendamenti inammissibili, che spaziano dalla rottamazione delle cartelle fiscali al salario minimo. La Commissione Bilancio della Camera ha bocciato proposte sia dalla maggioranza che dall'opposizione, creando un clima di tensione e incertezza. Tra bocciature e successivi ripescaggi, alcuni temi centrali tornano al centro della discussione, rischiando di saltare definitivamente.
La scure della Commissione Bilancio si è abbattuta su un numero significativo di emendamenti, tra cui la nuova rottamazione delle cartelle chiesta dalla Lega e la stretta per i politici sui compensi percepiti all'estero prospettata da Fratelli d'Italia. Bloccati anche alcuni emendamenti presentati dall'opposizione, che speravano di introdurre modifiche sostanziali alla manovra.
Nonostante le difficoltà, alcune proposte sono riuscite a superare l'ostacolo della Commissione. Tra queste, il trasferimento del Tfr nei fondi pensione e l'introduzione del salario minimo, una misura fortemente voluta dall'opposizione. Tuttavia, il percorso per ottenere il via libera definitivo prima di Natale si preannuncia complesso, con il governo che dovrà trovare un equilibrio tra le numerose richieste avanzate dai partiti e le risorse limitate a disposizione.
Il Ministero dell'Economia ha messo a disposizione un mini-tesoretto di 120 milioni di euro per le modifiche, una cifra che coprirà solo una minima parte delle numerose richieste avanzate dai partiti. La Commissione Bilancio ha infatti ricevuto oltre 4.500 emendamenti, di cui più di 1.200 presentati dalla maggioranza.




