Putin minaccia l'Europa e si prepara a incontrare l'inviato di Trump per l'Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un clima di tensioni internazionali acuite dal protrarsi del conflitto in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha rivolto un monito all'Europa, sostenendo che la Russia, pur non avendo intenzione di entrare in guerra con il continente, sarebbe pronta a rispondere "subito" se fosse l'Europa stessa a scatenare un conflitto. Queste dichiarazioni, rilasciate a margine di un forum sugli investimenti a Mosca, giungono nel giorno in cui Putin si appresta a ricevere al Cremlino l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, giunto in volo dalla Florida proprio per discutere del piano di pace americano per l'Ucraina. Un incontro, i cui primi momenti saranno aperti alla stampa, che appare cruciale negli sviluppi diplomatici mentre, dall'altra parte, l'Unione Europea si confronta con difficoltà finanziarie nel sostenere Kiev.

L'ostacolo della Bce sul prestito da 140 miliardi

Parallelamente alle mosse diplomatiche, infatti, emerge un significativo intoppo sul fronte del sostegno economico all'Ucraina. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Banca centrale europea avrebbe rifiutato di fornire la propria garanzia a un prestito da 140 miliardi di euro destinato a Kiev e basato sugli asset russi immobilizzati, una proposta avanzata dalla Commissione europea. Le fonti citate dal quotidiano indicano che Francoforte ha giudicato l'operazione in violazione del proprio mandato, una posizione che rappresenta un ostacolo non di poco conto per le casse ucraine, già sotto pressione.

Il pressing di Ue e Kiev prima della partenza

Proprio la questione degli aiuti finanziari è stata al centro di un fitto giro di consultazioni che ha preceduto la missione di Witkoff. Il negoziatore ucraino, che aveva trascorso il fine settimana in Florida a confrontarsi con l'inviato americano, con il segretario di Stato Marco Rubio e con Jared Kushner, ha mantenuto contatti fino all'ultimo, collegandosi anche con Parigi dove il presidente francese Emmanuel Macron riceveva Volodymyr Zelensky. Una serie di incontri che sottolinea il pressing congiunto di Kiev e dei suoi alleati europei nell'orientare le trattative, mentre l'aereo dell'inviato statunitense sorvolava l'Atlantico diretto a Mosca.

Il nodo del piano di pace e gli asset russi

La trattativa che si apre al Cremlino, dunque, si annuncia complessa, intrecciando la delicata ricerca di una via d'uscita dal conflitto con il tema spinoso delle risorse finanziarie. Il rifiuto della Bce di garantire il maxi-prestito basato sugli asset russi congelati priva, almeno temporaneamente, Kiev di uno strumento economico di grande impatto, spostando ulteriormente il peso della mediazione e del possibile sostegno sugli Stati Uniti e sul loro inviato. Il piano di pace portato da Witkoff, che arriva dopo minacce russe all'Europa e in un contesto di difficoltà comunitarie, dovrà ora misurarsi con la realtà del negoziato diretto, dove le parole di Putin risuonano come un chiaro avvertimento sullo sfondo.

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