Tour de France 2026, Philipsen accorcia le distanze in volata. Frigo: "Oggi ci proverò"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jasper Philipsen ha vinto la diciassettesima tappa del Tour de France 2026, imponendosi allo sprint a Voiron e dimostrando ancora una volta la potenza del suo sprint, che gli ha permesso di bruciare sul traguardo gli avversari più diretti come Mauro Schmid e Olav Kooij. Il belga dell'Alpecin, giunto così all'undicesima vittoria in carriera nella Grande Boucle, ha messo a segno un successo che assume un peso specifico notevole per la classifica a punti, riaccendendo in modo deciso la sfida per la maglia verde che sembrava ormai destinata a Mads Pedersen.

Sul traguardo di Voiron, il margine sul rivale danese si è infatti ridotto a sole sette lunghezze, con Pedersen che resta in testa a quota 452 punti contro i 445 del belga, in un duello che promette di tenere col fiato sospeso fino all'arrivo sugli Champs-Élysées.

La volata di Philipsen e la rimonta in classifica a punti

La volata di Voiron è stata l'occasione giusta per Jasper Philipsen, che ha saputo sfruttare al meglio il lancio del compagno Mathieu van der Poel per scattare al momento giusto e precedere tutti, in una rimonta che fino a pochi giorni fa appariva quantomeno complicata considerando l'andamento altalenante delle sue prime settimane di corsa.

Il suo successo di tappa, oltre a regalargli punti preziosi, ha completamente ribaltato l'inerzia della competizione per la maglia verde, con Mads Pedersen che ora dovrà difendere il simbolo del primato da un inseguitore che ha ritrovato fiducia e determinazione.

La strategia per il danese della Lidl-Trek, come ha dichiarato lui stesso ai microfoni di France TV, dovrà cambiare radicalmente: ogni traguardo volante e ogni sprint intermedio diventeranno fondamentali per accumulare quei punti che potrebbero risultare decisivi al termine di un Tour che si preannuncia combattuto fino all'ultimo metro. Il margine di soli sette punti rende la classifica a punti estremamente incerta e costringe entrambi i contendenti a non lasciare nulla al caso, consapevoli che la maglia verde potrebbe decidersi soltanto nell'ultima volata parigina.

La diciottesima tappa e la strategia di Marco Frigo

Proprio mentre la battaglia per la maglia verde si infiamma, il Tour si appresta ad affrontare la diciottesima tappa, la Voiron-Orcières Merlette di 185,2 chilometri, che segna l'inizio del trittico alpino e rappresenta probabilmente l'ultima occasione per una fuga da lontano. Marco Frigo, corridore della NSN Cycling Team e già protagonista di un quarto posto nella tappa di Foix, ha ben chiara l'importanza di questa frazione e ha espresso la sua intenzione di provarci: "Oggi potrebbe essere l'ultima occasione per la fuga e ci proverò".

Il veneto di 26 anni, che nel corso di questa edizione ha già dimostrato di saper interpretare con intelligenza le dinamiche della corsa, potrebbe dunque tentare nuovamente l'assalto a una vittoria parziale che rappresenterebbe un traguardo di prestigio per la sua squadra. La tappa di oggi si presenta con la prima salita di giornata, la Côte d’Engins, una salita di prima categoria lunga 11,4 chilometri con una pendenza media del 5,4%, che potrebbe già selezionare il gruppo e favorire l'azione dei più esperti.

La classifica generale e la situazione dopo la diciassettesima tappa

Per quanto riguarda la classifica generale, la situazione rimane sostanzialmente invariata dopo la diciassettesima tappa, con Tadej Pogacar che conserva saldamente il primato con un vantaggio di 4'32" su Remco Evenepoel, mentre Isaac Del Toro consolida il terzo posto e la maglia bianca di miglior giovane. Il messicano dell'UAE Team Emirates XRG ha infatti un margine di 6'51" sul quarto, il francese Paul Seixas, che precede Juan Ayuso a 9'22" e Mattias Skjelmose a 10'14".

Nella top ten troviamo anche Lenny Martinez, Thomas Pidcock, Jordan Jegat e Yannis Voisard, con il britannico Pidcock che ha visto sfumare la possibilità di una vittoria di tappa a causa di una caduta, per fortuna senza conseguenze. Da segnalare il crollo di Adam Yates, gregario di lusso di Pogacar, arrivato a Voiron con oltre 27 minuti di ritardo, rientrando comunque nei limiti del tempo massimo di giornata, mentre la classifica dei migliori scalatori vede sempre Pogacar al comando con 70 punti, seguito da Valentin Paret-Peintre a 46 e Richard Carapaz a 40.

L'esperienza di Alexander Konychev in Cina tra ciclismo e crescita personale

Sullo sfondo del grande ciclismo europeo, c'è anche spazio per storie di carriere che si sviluppano in contesti diversi, come quella di Alexander Konychev, che dopo un triennio World Tour e uno tra Corratec e Vorarlberg ha trovato la sua dimensione in Cina, con la maglia della China Anta-Mentech Team. Il corridore veronese, classe 1998 e figlio d'arte, ha raccontato in un'intervista a Tuttobiciweb la sua esperienza dall'altra parte del mondo, spiegando come questa avventura rappresenti per lui un'opportunità per rilanciarsi e sperare in un ritorno in una squadra professionistica.

La squadra cinese, che ha un budget notevole per gli spostamenti e organizza ritiri in Spagna per abituare i propri corridori allo stile di corsa europeo, ha permesso a Konychev di ottenere quattro vittorie stagionali e di vivere un'esperienza che, come ha dichiarato lo stesso corridore, va al di là del semplice aspetto sportivo, offrendogli la possibilità di scoprire una cultura affascinante e di crescere come atleta e come persona, in un ambiente in cui la comunicazione con i compagni cinesi avviene spesso tramite traduttore ma in cui l'organizzazione si rivela all'altezza delle migliori

Squadre del panorama internazionale.

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