Roma-Real Madrid 3-4: la rimonta di Mourinho all'Olimpico e il giallo Vinicius

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Roma accoglie José Mourinho con cori e striscioni, come si conviene a chi ha riportato un trofeo europeo nella capitale dopo decenni di attesa, e per ottanta minuti sembra che la serata debba scorrere lungo il copione della festa. Poi, negli ultimi dieci minuti, il Real Madrid mette in scena l'ennesima rimonta impossibile della sua storia continentale e l'Olimpico sprofonda in un silenzio di incredulità. Finisce 4-3 per gli spagnoli, al termine di una partita che per lunghi tratti aveva raccontato una storia completamente diversa.

Il dominio giallorosso e la doppietta di Malen

La squadra di Gian Piero Gasperini parte con personalità, aggredisce gli spazi e passa in vantaggio al 20' con Marten de Roon, bravo a sfruttare una deviazione di Konaté per battere Courtois. Il pareggio di Mbappé al 25', favorito da un errore difensivo di Hermoso e da una deviazione sfortunata di Mancini, non spegne l'entusiasmo dei padroni di casa, che continuano a giocare meglio e a creare occasioni.

Nella ripresa la Roma allunga: Donyell Malen firma una doppietta tra il 51' e il 57', sfruttando prima uno spazio concessogli dalla retroguardia madrilena e poi un assist di Matías Soulé, e porta i giallorossi sul 3-1. Per l'attaccante olandese è la prima doppietta in Champions League con la maglia della Roma, in una serata in cui Vinícius e Mbappé restano ai margini della partita.

I cambi di Mourinho e il blackout finale

Mourinho, che aveva visto i suoi soffrire senza trovare contromisure, cambia volto alla squadra inserendo Carlos Espí, Endrick e Arda Güler. E proprio dai subentrati arriva la scossa: all'83' Espí accorcia le distanze, due minuti dopo Endrick pareggia i conti, e nel recupero Antonio Rüdiger, altro ex di lusso della serata, completa il sorpasso. Tre reti praticamente identiche, nate da altrettanti cross di Güler e da una difesa giallorossa ormai disorientata.

La Roma, che aveva perso Koné e Dybala per infortunio nel corso del match, paga un calo fisico evidente e la mancanza di ricambi all'altezza di una sfida di questo livello. Il 3-4 finale certifica la prima sconfitta stagionale dei capitolini tra campionato e Champions League, in una due giorni da dimenticare per il calcio italiano, con quattro sconfitte su quattro nella seconda giornata della fase campionato.

La squalifica di Vinícius e lo sfogo in conferenza

La vigilia della partita era stata segnata dalla notizia della squalifica di Vinícius Júnior, punito con quattro giornate dal Comitato di Competizione della Federcalcio spagnola per l'espulsione rimediata nel match di campionato contro il Villarreal. Due turni per condotta violenta fuori dal gioco, dopo la tirata di capelli ai danni di Nathan Saliba, e altrettanti per le proteste nei confronti della terna arbitrale. Una stangata che costringerà il brasiliano a saltare, tra le altre, la sfida contro il Barcellona.

Mourinho, in conferenza stampa dopo la vittoria, ha commentato con la consueta crudezza la tempistica della comunicazione: «Pensate che sia normale che un giocatore di una squadra spagnola che deve giocare una partita importante per il calcio spagnolo sappia che avrà quattro giornate di squalifica?». Il tecnico portoghese ha poi citato un proverbio del suo Paese per descrivere la vicenda: «In portoghese si dice che il gatto si nasconde e si vede la coda. Ora questo gatto è in libertà, si fanno cose senza avere vergogna».

Il Real Madrid ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso per provare a ridurre la pena, nella speranza di riavere il proprio numero sette per il Clásico.

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