Benigni e il sogno europeo: tra noia e storia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Roberto Benigni, con il suo spettacolo Il Sogno, trasmesso in prima serata su Rai 1, ha diviso il pubblico tra chi lo ha definito un’opera magistrale e chi, invece, l’ha trovato noioso e prevedibile. L’ex comico, che ormai da anni ha abbandonato i toni scanzonati per abbracciare un ruolo più didascalico, ha scelto di parlare d’Europa, partendo dalla storia per approdare a un futuro idealizzato. Un’operazione che, se da un lato ha emozionato, dall’altro ha rischiato di cadere nella retorica.

Nei primi venti minuti, Benigni ha indugiato su omaggi alle autorità e riflessioni sulla pace, alternandoli a elenchi di invenzioni europee che hanno fatto temere una deriva banale. Poi, però, ha cambiato marcia, trasformando lo spettacolo in un’occasione televisiva destinata a lasciare il segno. Con il suo stile enfatico, ha decantato un’Europa unita, capace di superare le divisioni nazionali senza rinunciare alle peculiarità culturali di ciascun Paese. Un messaggio che, pur nella sua idealizzazione, ha toccato temi sensibili, come il patriottismo non nazionalista e il valore delle differenze.

Non sono mancate le critiche, soprattutto da chi ha visto nello spettacolo un’eccessiva vicinanza a posizioni politiche ben precise. Benigni, che si è autodefinito “europeista estremista”, ha infatti delineato una visione dell’Unione Europea che, se da un lato ha entusiasmato i sostenitori di un’Europa federale, dall’altro ha lasciato perplessi quanti avrebbero preferito un tono più distaccato. C’è chi, come il giornalista Maraio, ha addirittura ipotizzato un futuro da senatore a vita per l’artista toscano, mentre altri hanno sottolineato come il suo monologo, pur ricco di riferimenti storici, sia apparso a tratti didascalico e paternalistico.

La sinistra italiana, in particolare, ha accolto con entusiasmo il messaggio di Benigni, vedendovi un’esaltazione dei valori di Ventotene e un richiamo all’unità continentale. Tuttavia, non sono mancate le polemiche, soprattutto da parte di chi ha ricordato come, pochi giorni prima, gli stessi esponenti politici avessero criticato la retorica europeista di altri programmi televisivi.

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