Poste italiane rivoluziona le consegne con cargo bike green e auto-ricaricanti
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Redazione Economia
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Non solo furgoni e motocicli: l'ultimo miglio delle consegne, soprattutto nelle aree urbane a traffico limitato e nei centri storici più labirintici, potrebbe presto affidarsi a mezzi decisamente più agili e silenziosi. Poste Italiane, infatti, ha avviato una sperimentazione di prototipi innovativi di veicoli leggeri, interamente elettrici, pensati per ottimizzare il recapito di posta e pacchi. L’iniziativa, che si inserisce in un percorso più ampio di efficientamento logistico e sostenibilità ambientale, vede la società di viale Europa collaborare attivamente con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e stringere una partnership con alcune realtà del settore automotive. L'obiettivo, come sottolineato dall'azienda, è quello di sviluppare soluzioni che, superando i limiti imposti dalla viabilità antica delle città d'arte, garantiscano al contempo un impatto ambientale prossimo allo zero.
Il cuore del progetto: una cargo e-bike a tre ruote
Il fulcro dello sviluppo tecnologico si concentra in particolare su nuovi modelli di cargo e-bike elettriche a tre ruote, i cui design e componenti sono oggetto di studio avanzato. Ciò che rende questi prototipi particolarmente interessanti, al di là della loro inevitabile manovrabilità, è la ricerca di un’autonomia energetica potenzialmente ampliata. Alcuni di essi, infatti, sono concepiti per autoricaricarsi sfruttando l’energia solare, attraverso pannelli fotovoltaici integrati, una caratteristica che ne accrescerebbe l’operatività riducendo ulteriormente la necessità di soste per la ricarica presso colonnine. La progettazione, che attinge a competenze diversificate, non coinvolge soltanto i tecnici di Poste, ma si avvale del contributo di aziende specializzate come Italian Aluminium Technology e Pirelli, alleate per la parte tecnologica.
Il ruolo cruciale della ricerca accademica
A dare ulteriore spessore scientifico all’operazione contribuisce un network di atenei prestigiosi, i cui ricercatori sono pienamente inseriti nel team di progetto. L’Università degli Studi di Firenze, insieme a quella di Bergamo e al Politecnico di Milano, porta sul tavolo know-how in ambiti che spaziano dalla scienza dei materiali all’ingegneria dei sistemi, dall’ottimizzazione energetica alla progettazione meccanica. Questo sodalizio tra un colosso della logistica, l’industria privata e il mondo accademico rappresenta un esempio di come la sinergia di intenti possa accelerare l’innovazione pratica, traducendo studi e modelli teorici in veicoli concreti, pronti per essere testati nelle strade di tutti i giorni. La scelta di coinvolgere più università, tra le quali spicca proprio quella fiorentina, evidenzia la volontà di affrontare la sfida da più angolazioni, considerando anche le specifiche esigenze dettate dai differenti contesti urbani del Paese.
Verso una logistica urbana più sostenibile
La sperimentazione in corso, sebbene ancora in fase prototipale, delinea una possibile evoluzione del servizio di recapito capillare, sempre più orientata a conciliare efficienza e rispetto per l'ambiente. L'adozione di mezzi a emissioni zero, per di più capaci di generare parte dell’energia di cui hanno bisogno, andrebbe infatti a ridurre non solo l’inquinamento atmosferico ma anche quello acustico, migliorando la qualità della vita in quelle zone della città dove il traffico pesante è già bandito. Poste Italiane, con la sua rete capillare e la mole quotidiana di consegne, si propone dunque come un laboratorio itinerante su scala nazionale, dove testare soluzioni di mobilità leggera che, in futuro, potrebbero ispirare anche altri operatori del settore. La transizione ecologica nella logistica, spesso discussa a livello teorico, trova così un banco di prova concreto, i cui esiti potranno fornire indicazioni preziose per tutto il comparto.




