Atalanta travolta dal Psg, la Champions impietosa con Juric

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’esordio in Champions League di Ivan Juric sulla panchina dell’Atalanta si è trasformato in un’amara lezione di realtà, consegnata senza mezzi termini dal Paris Saint-Germain. Quella che è emersa dal campo del Parco dei Principi è stata una squadra profondamente diversa dall’agguerrito e verticale collettivo che, sotto la guida di Gian Piero Gasperini, aveva conquistato la scena europea. Un divario tecnico, reso palese dal pesante risultato, ma che affonda le radici in un approccio mentale e tattico apparso timoroso e quasi reverenziale.

La partita, del resto, è stata decisa in pochi minuti iniziali: un errore di Daniel Maldini ai margini dell’area di rigore, subito sfruttato da Marquinhos, ha spalancato le porte a una serata di pura sofferenza per i bergamaschi. La scelta di schierare senza un centravanti puro, optando per una linea offensiva con Maldini e Charles De Ketelaere, si è rivelata inefficace dinanzi alla schiacciante superiorità degli avversari, i quali – pur senza forzare eccessivamente il motore – hanno gestito le fasi del gioco con fredda determinazione.

Proprio in questo frangente, il confronto con l’eredità gasperiniana diventa inevitabile e, per certi versi, impietoso. Perché, al di là dell’indiscutibile valore dei campioni parigini e del gap economico che separa le due società, l’Atalanta che il mondo ha imparato a conoscere in Europa non ha mai mostrato soggezione, neppure di fronte ai blasoni più illustri. Quell’identità fatta di pressing aggressivo e di coraggio sembra essersi offuscata, lasciando il posto a una formazione incerta e priva di quelle certezze che l’avevano a lungo caratterizzata.

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