Meteo, domenica di forte instabilità: acquazzoni e temporali pomeridiani su mezza Italia
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Redazione Interno
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La parentesi di bel tempo, quella che aveva illuso molti con mattinate soleggiate e un tepore quasi primaverile, sta per chiudersi bruscamente. L’Italia, sospesa in un limbo atmosferico che i meteorologi definiscono di “equilibrio precario”, si trova a fare i conti con un vortice di bassa pressione posizionato tra la Penisola Iberica e il Nord Africa, una struttura depressionaria che, sebbene in fase di graduale attenuazione, continua a convogliare verso il Mediterraneo centrale correnti umide e instabili. La conseguenza, per la giornata di domenica 8 marzo, sarà un netto aumento dell’instabilità, con la formazione di acquazzoni e temporali che, come spesso accade in questo periodo di transizione, si attiveranno principalmente nelle ore centrali e pomeridiane.
Un vortice iberico e l’innesco termico: la ricetta dei temporali
Il meccanismo che scatenerà i fenomeni è ben noto ai climatologi e viene definito “attività convettiva diurna”. Il sole mattutino, laddove riuscirà a splendere, riscalderà il suolo in modo piuttosto rapido; l’aria calda, come noto, tende a salire e, incontrando negli strati superiori l’aria più fresca portata dal vortice, innescherà la formazione di imponenti nubi a sviluppo verticale. Sono queste, i cumulonembi, le fabbriche dei temporali che nel pomeriggio di oggi colpiranno con particolare intensità la dorsale appenninica. A essere interessate, spiegano gli esperti di PRETEMP, il gruppo di lavoro dedicato allo studio dei fenomeni temporaleschi severi, saranno vaste aree del Centro-Sud: dai rilievi della Sardegna, dove non si esclude la possibilità di grandinate di piccole dimensioni, fino alla Basilicata, alla Calabria e a parte della Campania.
Piogge di sabbia e fenomeni estremi localizzati
Un elemento di particolare interesse scientifico, in questa fase meteo, è dato dalla composizione stessa delle precipitazioni. Il vortice nordafricano, infatti, non sta richiamando solo aria calda, ma anche enormi quantità di polvere sahariana. Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, precisa che si tratta tecnicamente di “silt”, un sedimento dalle particelle finissime e impalpabili, molto più piccolo del classico granello di sabbia. Questa polvere, sospesa in atmosfera, dona ai cieli un aspetto lattiginoso e giallognolo e, fungendo da nucleo di condensazione, favorisce l’aggregazione del vapore acqueo, facilitando così la caduta della pioggia. Le gocce che bagneranno i tetti e le strade, dunque, trascineranno con sé questo materiale, lasciando sui selciati e sulle automobili il caratteristico velo ocra. Attenzione, poi, alla possibilità di fenomeni estremi e localizzati. Lungo le coste joniche, in particolare tra il Tarantino e il Salento, il contrasto tra le brezze marine e i venti generati dai temporali in entroterra potrebbe creare le condizioni ideali per la formazione di trombe marine, alcune delle quali potrebbero addirittura raggiungere la terraferma, seppur in forma isolata e con intensità limitata.
Alta pressione resiliente ma nubi diffuse al Nord
Mentre il Centro-Sud si prepara ad affrontare questa domenica di forte dinamicità, il Nord Italia vivrà una giornata tutto sommato più clemente, seppur non completamente soleggiata. I valori pressori, attestati su livelli piuttosto elevati (si parla di 1024-1026 hPa), garantiscono una maggiore stabilità, ma non riescono a contrastare del tutto lo scorrimento di nubi medio-alte e infiltrazioni umide. La Liguria, in particolare il settore di Ponente, sarà la regione più esposta a questo flusso instabile, con possibili piovaschi e acquazzoni che potrebbero rendere il cielo grigio per gran parte della giornata. Sul resto della Val Padana, invece, dopo la scomparsa delle fitte nebbie notturne degli ultimi giorni, il cielo si presenterà variabile, con ampie schiarite alternate a banchi di nuvole che scorreranno veloci. La vera novità, per il settentrione, è attesa per martedì, quando un debole fronte perturbato riuscirà a scalfire il bordo dell’alta pressione, portando il ritorno di piogge più organizzate su Nord-Ovest e Toscana.
Temperature miti e prospettive di graduale cambiamento
Dal punto di vista termico, non si registreranno scossoni di rilievo. Le minime si manterranno su valori gradevoli, comprese tra gli 11 e i 12 gradi nelle aree pianeggianti, mentre le massime subiranno un lieve calo proprio laddove i temporali pomeridiani faranno capolino, portando l’aria fresca in caduta. A Roma, per esempio, i termometri non supereranno i 15-16 gradi, e la città sarà interessata da un progressivo aumento della nuvolosità, sebbene i fenomeni più intensi, in questo caso, dovrebbero rimanere confinati ai settori interni del Lazio. L’impressione, confermata anche da Federico Brescia de iLMeteo.it, è che ci troviamo di fronte al preludio di un cambio di passo: la staticità anticiclonica che ha dominato le ultime settimane sta per essere spazzata via da un graduale dinamismo, quello tipico della primavera, fatto di continui sbalzi e di una variabilità che, da nord a sud, ci accompagnerà nei prossimi giorni.




