La Germania riporta in vita la leva, ma per ora è solo una chiamata obbligatoria ai nastri di partenza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Bundestag ha compiuto un passo storico, approvando con 323 voti favorevoli e 272 contrari il disegno di legge che segna il ritorno del servizio militare in Germania, una pagina chiusa dal 2011. Il provvedimento, sostenuto dal governo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e guidato in patria da Friedrich Merz, non ripristina immediatamente l’obbligo di indossare la divisa per tutti, come avveniva in passato, ma istituisce un sistema articolato che ha il suo primo, ineludibile, cardine nella visita militare obbligatoria per tutti i diciottenni a partire dal 2026. Si tratta, nella sostanza, di una chiamata ai nastri di partenza che interessa un’intera generazione, chiamata a sottoporsi a un esame preliminare delle proprie condizioni fisiche e, idealmente, delle proprie intenzioni, mentre prosegue senza sosta il più ampio piano di rafforzamento della Bundeswehr.

Un modello ibrido tra volontariato e obbligo potenziale

La nuova normativa, frutto di un accordo tra i partiti della coalizione dopo le prime difficoltà, configura un modello ibrido. A partire dal prossimo anno, infatti, tutti i giovani nati dal 2008 in poi riceveranno un questionario personale per sondare la loro disponibilità a prestare servizio. Il fulmineo assenso del Parlamento, però, non ha placato le polemiche, lasciando irrisolte questioni fondamentali come quella del servizio civile, praticamente dimenticato nelle stanze del potere berlinese. L’architettura della legge, che prevede un massiccio ampliamento delle forze armate su base volontaria, lascia intendere che la coscrizione obbligatoria – quella vera e propria – rimanga un’opzione in standby, pronta a essere attivata qualora il flusso di reclute volontarie non fosse sufficiente a raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita.

Le proteste nelle piazze e il piano per l'esercito del 2035

Migliaia di ragazzi tedeschi, intanto, hanno già fatto sentire la loro voce di dissenso, saltando la scuola per partecipare allo “sciopero contro il servizio militare obbligatorio”. A Berlino, dove circa tremila manifestanti hanno sfilato a Kreuzberg, e in altre città come Dresda, Lipsia e Monaco, il malcontento è esploso in cortei che hanno coinvolto, tra gli altri, anche genitori e bambini. Le loro proteste, tuttavia, non sembrano intaccare la determinazione del governo, che punta a trasformare radicalmente il volto della Bundeswehr: l’obiettivo dichiarato è portare il numero dei soldati attivi dagli attuali 183-184 mila a una cifra compresa tra 255 e 270 mila entro il 2035, affiancati da ulteriori 200 mila riservisti. Una crescita imponente, che necessita di una base di reclutamento solida e ampia.

La visita obbligatoria come primo, imprescindibile, step

Il percorso per raggiungere quei numeri comincia quindi con quel questionario e, soprattutto, con la visita medica obbligatoria, che costituisce il primo, concreto, impegno per i giovani. È un meccanismo che, pur nel volontariato dichiarato, instaura un rapporto diretto e istituzionale tra lo Stato e i suoi cittadini al compimento della maggiore età, gettando le basi per un eventuale futuro richiamo. La legge, così concepita, rappresenta una risposta strutturale alle mutate esigenze di sicurezza internazionale, ma segna anche un cambiamento culturale profondo per una nazione che per oltre un decennio aveva sospeso ogni forma di leva, misurandosi ora con la necessità di ricostruire, passo dopo passo, il proprio potenziale di difesa.

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