Tragedia nel Tarantino, muore a Bari il bimbo di dieci mesi ustionato in casa
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Redazione Interno
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Non ce l'ha fatta il bambino di dieci mesi, Antony, che lo scorso novembre riportò gravissime ustioni nella sua abitazione a Monacizzo, frazione di Torricella. Dopo cinquantatré giorni di ricovero in condizioni disperate presso il reparto di rianimazione del Policlinico di Bari, dove era stato trasferito d'urgenza dall'ospedale di Manduria, il piccolo ha perso la sua battaglia. Le ustioni, di secondo e terzo grado, avevano interessato circa l'ottanta per cento del Corpo, un quadro clinico – come è stato riferito – che apparve da subito di estrema gravità e che ha condotto, nonostante le cure, all'esito più drammatico.
La dinamica dell'incidente e l'indagine sulla madre
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, l'incidente si sarebbe verificato con l'acqua bollente di un bollitore, che il bambino si sarebbe versato addosso mentre la madre si trovava in un'altra stanza della casa. Una dinamica, questa, che ha portato all'apertura di un fascicolo da parte della magistratura. La donna, come atto dovuto in casi di tale natura, è stata iscritta nel registro degli indagati: inizialmente per il reato di lesioni personali colpose gravi, un'accusa che, dopo il decesso del piccolo, sarà inevitabilmente riqualificata. Le indagini, che procedono senza sosta, sono ora finalizzate a chiarire ogni circostanza di quanto accaduto in quel tragico pomeriggio di novembre, esaminando con scrupolo la catena degli eventi che ha portato alla sciagura.
Il ricovero e l'agonia durata settimane
Il trasporto immediato prima al presidio manduriano e poi al più attrezzato Policlinico barese non è stato sufficiente a salvare la vita del neonato, la cui prognosi è sempre rimasta riservata. Quei lunghi giorni di terapia intensiva, durante i quali i medici hanno lottato senza tregua contro le conseguenze degli shock termici e delle estese lesioni, hanno scandito un'agonia straziante, conclusasi purtroppo senza possibilità di riscatto. In ospedale, la notizia del decesso ha diffuso un velo di profonda costernazione tra il personale sanitario, che aveva seguito il caso con apprensione e impegno continui, consapevole della delicatezza e della complessità delle condizioni del piccolo paziente.
Il percorso giudiziario che attende l'inchiesta
Il fatto di cronaca, che ha sconvolto l'opinione pubblica locale e non solo, entra ora in una fase squisitamente giudiziaria. Gli inquirenti, avvalendosi anche di eventuali perizie tecniche, dovranno accertare le responsabilità, se esistenti, e delineare con precisione il contesto in cui il dramma si è consumato. L'iter processuale, del resto, segue un corso obbligato quando a perdere la vita è una persona incapace di provvedere a se stessa, e tanto più se si tratta di un infante la cui sicurezza dipende interamente dagli adulti di riferimento. Il lavoro degli investigatori, spesso condotto con discrezione per non aggravare il dolore dei familiari, prosegue lontano dai riflettori per fornire agli organi giudicanti un quadro il più possibile chiaro e completo.




