Proroga dei versamenti fiscali al 21 luglio per artigiani e commercianti, nuove regole su perdite e rimborsi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La scadenza per i versamenti delle imposte relative alle partite Iva, inizialmente fissata al 30 giugno, è stata posticipata al 21 luglio 2025. La proroga, introdotta dal cosiddetto "Decreto fiscale" in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, riguarda anche i contributi Inps dovuti da artigiani e commercianti sulla quota di reddito che supera il minimale, oltre a quelli legati alla gestione separata. Una misura che, se da un lato offre un respiro a categorie spesso gravate da adempimenti complessi, dall’altro conferma la tendenza a intervenire con correttivi per alleggerire gli oneri burocratici.

Tra le altre novità del provvedimento, spicca una norma interpretativa che chiarisce i criteri per i contribuenti riammessi alla rottamazione-quater, chiudendo un dibattito giurisprudenziale che aveva creato incertezze. La disposizione, inserita per garantire maggiore stabilità nella definizione agevolata delle cartelle di pagamento, mira a evitare contenziosi futuri, senza però stravolgere i meccanismi già esistenti.

Sul fronte delle perdite fiscali, il decreto introduce modifiche significative, in particolare per quanto riguarda il loro riporto in operazioni straordinarie. La revisione, avviata con il DLgs. 192/2024, interviene sulla quantificazione delle perdite riportabili, cercando di semplificare un ambito che spesso ha generato interpretazioni contrastanti. Sebbene i dettagli saranno definiti solo con l’entrata in vigore del testo, l’obiettivo è chiaro: ridurre le discrepanze applicative.

Cambiano anche le regole per i rimborsi delle spese di trasferta. Con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2025, il decreto limita l’obbligo di pagamento tracciabile alle sole trasferte in Italia, escludendo quelle all’estero, per le quali resta possibile il rimborso in contanti. Una disposizione che, se da un lato allinea le procedure alle esigenze pratiche dei lavoratori, dall’altro solleva interrogativi sull’effettiva coerenza con le politiche di contrasto all’evasione. Per i lavoratori autonomi, intanto, arrivano ulteriori aggiustamenti, sebbene il testo non specifichi nel dettaglio quali saranno gli ambiti coinvolti.

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