Il primo nodo di Allegri: De Bruyne e quel rapporto mai nato con Conte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è ancora sbarcato ufficialmente in città, eppure Massimiliano Allegri si trova già a dover gestire la prima, delicata matassa della sua nuova era partenopea.

Il tecnico livornese, chiamato da Aurelio De Laurentiis a raccogliere l'eredità di Antonio Conte – che, va ricordato, resta un amico intimo del patron nonostante le vicende della panchina – ha un obiettivo prioritario da centrare prima ancora di iniziare a disegnare le prime trame di gioco: rimettere al centro del progetto Kevin De Bruyne. cagliarinews24 +3

Il centrocampista belga, reduce da una stagione vissuta ai margini del sistema tattico dell'ex tecnico salentino, ha rotto un silenzio carico di tensione con un'intervista rilasciata in patria, spianando la strada a un confronto che si preannuncia decisivo per il futuro del club.

La posizione del giocatore, come si legge nelle cronache di chi segue quotidianamente il club, è tutt’altro che scontata, e il matrimonio tra la stella e l'ambiente azzurro potrebbe già essere giunto a un punto di rottura difficile da ricucire. mediaset +3

Un anno di incomprensioni e un modulo da rivoltare

La frattura tra De Bruyne e Conte, in realtà, non è mai stata un segreto per gli addetti ai lavori.

Già durante la scorsa estate, quando il nome del belga era stato accostato al Napoli in regime di parametro zero, circolava una convinzione diffusa: l'acquisto era stato fortemente voluto in funzione di un avvicendamento tecnico che avrebbe portato proprio Allegri al posto di Conte, quest'ultimo dato in partenza per la Juventus. sampnews24 +3

Le cose, poi, sono andate diversamente: Conte è rimasto alla guida della squadra, e da quel momento il centrocampista – lo si legge in diverse ricostruzioni – è diventato un "corpo estraneo". rainews +3

Le scintille non hanno tardato ad arrivare, e alcune sono state talmente violente da lasciare il segno: la sostituzione a Manchester, quando il Napoli si ritrovò in dieci uomini e Conte scelse di sacrificare proprio il belga sotto gli occhi dei suoi ex tifosi del City, e poi un'altra panchina fulminea a San Siro contro il Milan, episodi che hanno minato alla radice qualsiasi tentativo di sintonia. corriere +3

Ora, con l'addio di Conte ufficializzato e l'arrivo imminente di Allegri in panchina – il tecnico è stato avvistato a Livorno nei giorni scorsi mentre i legali lavorano alla risoluzione col Milan – la prospettiva cambia radicalmente. Secondo quanto riportato da fonti vicine al club, Allegri vede De Bruyne in una posizione molto più congeniale al suo modo di intendere il calcio, ovvero quella di mezz'ala inserita in un centrocampo a tre. tuttosport +3

L'idea, in sostanza, è quella di utilizzare la classe del numero 17 non come un esterno a tutta fascia – ruolo in cui Conte lo aveva confinato senza mai dargli libertà – ma come un uomo di qualità in grado di inserirsi e servire assist in una manovra meno compassata e più verticale.

Tuttavia, prima di poter mettere in pratica questa visione, il nuovo allenatore e il direttore sportivo Manna dovranno necessariamente passare attraverso il "famoso confronto" richiesto a gran voce dal diretto interessato. rainews +3

La denuncia sul gioco e le promesse mancate

Il malessere di Kevin De Bruyne, infatti, non è solo il classico disappunto di chi non gioca titolare, ma affonda le radici in una questione di principio legata all'estetica del gioco. In quella che è stata la sua prima (e forse ultima) annata in maglia azzurra, condita tra l'altro da un lungo stop di quattro mesi per infortunio, il belga ha confessato senza mezzi termini di non essersi mai divertito. mediaset +3

"Giocavamo in maniera troppo difensiva", ha dichiarato alla stampa belga, aggiungendo che il sistema di gioco – spesso un 5-4-1 con la squadra abbassata – rendeva ogni vittoria una sofferenza e limitava l'espressione dei singoli. La statistica che porta come esempio è impietosa: il capocannoniere della squadra ha segnato appena dieci reti, un dato che per un talento abituato a collezionare assist e giocate spettacolari suona come una condanna. ilnapolista +3

A rendere più amara la pillola, poi, c'è la questione delle promesse non mantenute. Il giocatore ha rivelato che, prima dell'ingaggio, gli erano state prospettate idee di calcio e ruoli che nella pratica non si sono mai concretizzati.

Questa sensazione di essere stato raggirato tatticamente ha alimentato la frattura, tanto che l'unica voce a sollevarsi per difendere la gestione Conte è stata quella del vice allenatore Stellini, il quale ha replicato a muso duro alle critiche del belga, accusandolo di non aver trasmesso "né gioia né entusiasmo" all'ambiente. calcionews24 +3

Ora, con l'arrivo di un altro tecnico di peso come Allegri – noto più per l'equilibrio che per il gioco offensivo a tutti i costi – ci si chiede se la medicina sia peggiore del male. I tifosi, sui social, non hanno mancato di ironizzare sul fatto che il calcio spettacolare promesso difficilmente troverà piena attuazione con un allenatore abituato a vincere di misura. ilfattoquotidiano +3

La missione di Allegri tra campo e contratti

Al di là delle dichiarazioni pubbliche, la sostanza – come sempre accade in questi casi – si giocherà a porte chiuse. Allegri sa perfettamente che De Bruyne, nonostante abbia ancora un anno di contratto, rappresenta una risorsa troppo preziosa per lasciarla andare senza combattere.

La dirigenza, dal canto suo, dovrà anche fare i conti con un monte ingaggi da ridurre e con una rosa che attualmente conta ben 37 elementi, una situazione di stallo che richiede sfoltimenti e scelte ponderate. calcionews24 +3

Per il tecnico livornese, tuttavia, il primo passo è psicologico più che tecnico: dovrà convincere il campione belga che in questa nuova avventura ci sia spazio per il suo talento, magari gestendolo con più cura per preservarlo dagli infortuni e non chiedendogli di fare il "soldato" in una trincea difensiva. tuttosport +3

La situazione, insomma, è ancora in bilico. Da una parte c'è il Napoli che, attraverso la voce di Repubblica e di altri media specializzati, ribadisce l'intenzione di fare di De Bruyne il perno del nuovo corso. Dall'altra, c'è un giocatore che ha già dimostrato di non avere peli sulla lingua e che, dopo una stagione vissuta ai margini, ha tutto il diritto di voler chiarire il proprio futuro. ilnapolista +3

E se da un lato la presenza di Allegri potrebbe rappresentare un punto di svolta (vista la stima reciproca e la posizione più congeniale in campo), dall'altro il tempo stringe e le parole del diretto interessato restano lì, pesanti come macigni: "Voglio avere un confronto sul modo di giocare". sampnews24 +3

Al resto, per ora, penseranno il campo e i fatti, mentre De Laurentiis guarda da Ischia, dove proprio in questi giorni ha condiviso momenti di relax con l'ex tecnico Conte, a dimostrazione di come nel calcio i legami personali seguano spesso percorsi indipendenti da quelli professionali. sampnews24 +3

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