Iran e Houthi, la Cina alimenta la macchina da guerra contro gli Usa in Medio Oriente

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Cina è finita sotto i riflettori per la guerra in Medio Oriente. Mentre gli Stati Uniti cercano di contenere Iran e Houthi, Pechino continuerebbe a mantenere aperti canali commerciali con i due nemici degli americani. Canali attraverso i quali, secondo le inchieste di vari media americani, transiterebbero componenti, tecnologie e risorse utilizzabili per alimentare le macchine militari dei ribelli yemeniti e degli ayatollah.

Componenti cinesi per missili "fai da te"

Basta poco, o comunque molto meno di quello che si pensi, per costruire un missile artigianale: alette posteriori, resina fenolica, anelli meccanici, componenti elettronici, solo per citare qualche ingrediente, e poi qualcuno che sia in grado di unire il tutto. Per maggiori informazioni chiedere agli Houthi, un tempo dipendenti dall'Iran per l'approvvigionamento di armi finite e pronte all'uso, ma oggi in grado di realizzare "armi fai da te" in quasi totale autonomia.

A luglio, nel porto di Aden, nel sud dello Yemen, una nave mercantile sequestrata dalle autorità yemenite e diretta a Hodeida, città sul Mar Rosso controllata dagli Houthi, ha rivelato un carico che comprendeva alette posteriori e altre parti simili a componenti utilizzati per assemblare un missile balistico iraniano. Ma anche resina fenolica, un materiale resistente al calore impiegato nella produzione di missili, e ulteriori componenti potenzialmente impiegabili per fabbricare droni e missili. Il materiale era stato spedito dalla Cina.

Secondo Bloomberg non ci sono prove del fatto che le aziende cinesi coinvolte nell'affare conoscessero la destinazione finale dei loro prodotti.

Il peso crescente delle forniture cinesi

Attenzione ai numeri. Secondo il centro di ricerca Century International, circa il 35% dei materiali sequestrati in spedizioni destinate agli Houthi tra il 2021 e il 2025 sarebbe risultato essere di origine cinese, rispetto al 21% proveniente dall'Iran. Il Dipartimento del Tesoro statunitense non ha dubbi nel sostenere l'esistenza di una rete legata agli Houthi che avrebbe acquistato armi e materiali sensibili dalla Russia.

Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di luglio, gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro il Dragone affermando che oltre il 70% degli articoli a duplice uso proibiti o soggetti a restrizioni sequestrati tra gennaio 2025 e aprile 2026 proveniva dalla Cina.

"Quando ho visto per la prima volta il contenuto, è stato subito chiaro che questa spedizione era diversa dalle altre che avevamo visto", ha dichiarato Fawaz Al Bsesi, direttore generale del Dipartimento per i porti terrestri, marittimi e aerei di Aden, una branca dell'Unità antiterrorismo della città e parte dell'apparato di sicurezza istituito dal governo yemenita riconosciuto a livello internazionale che combatte gli Houthi.

Dall'Iran alla Cina: la filiera si diversifica

Ali al-Bukhaiti, ex membro degli Houthi poi passato all'opposizione, ha raccontato che il gruppo ha ricevuto sistemi missilistici dall'Iran e che esperti iraniani e figure legate a Hezbollah hanno contribuito a modificare alcuni dei missili catturati all'esercito yemenita, intervenendo in particolare sull'autonomia e sui sistemi di guida e controllo. In tutto questo i ribelli yemeniti hanno sviluppato anche la capacità di modificare droni commerciali e assemblare droni FPV, ricorrendo a componenti provenienti dall'Asia attraverso canali di approvvigionamento sia formali sia clandestini.

Il risultato è un arsenale che ora include missili con gittata superiore ai 2.400 chilometri e droni in grado di colpire obiettivi a 2.500 chilometri di distanza, una minaccia che si estende ben oltre i confini yemeniti.

Il Mar Rosso e la posta in gioco energetica

Suez è soltanto l'inizio e la fine. Prua a sud, il Mar Rosso corre fino ai 29 chilometri di Bab al-Mandeb, la "Porta delle lacrime", stretta tra Yemen e Corno d'Africa. Oltre, cominciano il Golfo di Aden e l'Oceano Indiano. Da qui passano merci, guerre e potere. Mille miglia che possono cambiare la rotta del mondo. Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e l'inizio della guerra a Gaza, gli Houthi hanno aperto un nuovo fronte nel Mar Rosso.

Ma la Cina non è solo un fornitore di componenti per i ribelli yemeniti: è anche il maggiore importatore di petrolio greggio al mondo e ha tutto l'interesse a mantenere aperte le rotte del Mar Rosso per i propri approvvigionamenti energetici. Una nave cinese ha recentemente attraversato lo Stretto di Bab al-Mandeb con un carico di 220 milioni di barili di greggio, primo caso dall'inizio del conflitto, mentre altre unità della stessa compagnia si preparano a seguire la stessa rotta.

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