Vent'anni dopo, la notte di Berlino rivive su Sky: programmazione speciale per il 9 luglio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Giovedì 9 luglio, su Sky Sport, la data che ha segnato la storia del calcio italiano torna a rivivere in diretta, come se il tempo non fosse passato, con una programmazione che ripercorre minuto per minuto quella che fu la serata della finale mondiale di Germania 2006, la serata che consegnò all'Italia la sua quarta Coppa del Mondo.
L'emittente satellitare ha allestito un vero e proprio viaggio nel tempo, sincronizzando i propri palinsesti per ricreare l'atmosfera e gli eventi di quella domenica che, vent'anni esatti dopo, continua a rappresentare uno dei capitoli più alti dello sport italiano, un'impresa che nessuna successiva partecipazione iridata è riuscita nemmeno lontanamente a eguagliare.
La programmazione di Sky per il 9 luglio
Su Sky Sport Calcio, l'offerta sarà quella di una replica integrale e cronologica, un vero e proprio "time machine" televisivo, che riproporrà i programmi e i collegamenti così come andarono in onda nell'arco della giornata del 9 luglio 2006, da pochi minuti prima del calcio d'inizio fino all'apoteosi dei festeggiamenti.
Un'operazione che non si limita alla sola partita, ma che abbraccia tutto il racconto di una giornata epocale, restituendo allo spettatore il pathos, l'attesa e la gioia collettiva che caratterizzarono quelle ore, comprese le analisi pre-partita e i commenti a caldo che seguirono il fischio finale, in un flusso continuo che si interrompe solo per lasciare spazio all'emozione pura.
A completare il quadro, anche Sky Sport 24 e Sky Sport Legend dedicheranno ampi spazi all'evento, mentre tra i contenuti più attesi spicca la messa in onda integrale del docufilm "L'Uomo della Domenica - Marcello Lippi, Mare Dentro", che ripercorre la carriera e l'umanità del commissario tecnico originario di Viareggio, l'architetto di quel successo, da molti considerato il padre spirituale di quella squadra.
La serata-evento a Viareggio e il collegamento con Lippi
E proprio nella città natale di Marcello Lippi, Viareggio, per l'occasione è stata organizzata una serata-evento che vedrà il coinvolgimento diretto dell'ex ct, con un collegamento che promette di essere il momento clou delle celebrazioni, un'occasione per riannodare i fili di un ricordo che non si è affievolito con il passare degli anni, ma che anzi si è cristallizzato nella memoria collettiva.
In un periodo in cui il calcio italiano fatica a ritrovare la propria dimensione internazionale – il pallone azzurro, a livello mondiale, si è letteralmente sgonfiato da tre edizioni del torneo, con eliminazioni che hanno lasciato l'amaro in bocca – quella notte di Berlino rimane l'ultimo, grande, inarrivabile baluardo, e a vent'anni di distanza, il dente duole ancora di più.
Fu una serata, quella del 2006, in cui il paese intero si fermò davanti al piccolo schermo: oltre 25 milioni di telespettatori, per uno share che toccò l'87%, si strinsero attorno alla televisione per sostenere gli azzurri, mentre i 70mila dell'Olympiastadion di Berlino trattenevano il fiato in attesa del verdetto finale, in un silenzio irreale che precedeva la scarica di adrenalina dei calci di rigore.
I protagonisti di una notte leggendaria
E quando, alle 22.42 del 9 luglio 2006, Fabio Grosso si avvicinò al dischetto per calciare il penalty decisivo, la storia si fermò per un istante, prima di consegnare l'Italia all'albo d'oro.
Un gesto che, insieme a quello di Marco Materazzi – l'uomo del destino, perché provvidenziale nei minuti finali dell'ottavo di finale contro l'Australia e nella semifinale contro la Germania – ha consegnato l'immortalità a quella generazione di campioni, rendendo indimenticabile ogni singolo fotogramma di quella partita, dall'urlo liberatorio di Grosso alla celebre testata che Zinedine Zidane rifilò a Materazzi, episodio che chiuse la carriera del fuoriclasse francese e che rimane impresso come uno dei momenti più iconici e controversi di quella finale.
Il documentario restaurato disponibile su DAZN, che oggi ripercorre quella cavalcata, è solo l'ultimo tassello di un ricordo che continua a vivere nel cuore degli italiani, vent'anni dopo, a testimonianza di come quella vittoria non sia stata solo un successo sportivo, ma un vero e proprio evento culturale e sociale che ha segnato un'intera generazione, quella che vide Fabio Cannavaro alzare la Coppa del Mondo al cielo di Berlino, siglando la fine di un'era e l'inizio di un lungo, struggente, rimpianto.




