Trump e Clooney, il botta e risposta sulla cittadinanza francese dell'attore
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Redazione Esteri
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Il tradizionale appuntamento con il Quiz del giorno del Corriere, trasformatosi per l’occasione in Quiz della settimana, ha proposto ai lettori dieci domande sulle notizie di attualità apparse sui canali web del quotidiano tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Tra gli argomenti scelti per testare l’attenzione dei lettori, spicca una vicenda che ha mescolato star system, politica internazionale e social network: l’acquisizione della cittadinanza francese da parte di George Clooney e di sua moglie Amal Alamuddin. Una notizia, questa, che non è passata inosservata e che ha provocato un immediato e tagliente commento del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale, com’è sua consuetudine, ha utilizzato la piattaforma Truth Social per esprimere il suo punto di vista, decisamente critico, sull’accaduto.
La presa di posizione di Trump sui social
Mercoledì 31 dicembre, infatti, Trump ha ironizzato pesantemente sulla nuova condizione giuridica della coppia, definendoli, senza mezzi termini, “due dei peggiori pronosticatori politici di tutti i tempi”. Nel suo post, il presidente americano ha collegato l’evento a una narrazione più ampia, sostenendo che la Francia starebbe affrontando gravi problemi di criminalità a causa di una gestione, a suo dire, disastrosa delle politiche migratorie, paragonandola esplicitamente alla situazione che gli Stati Uniti avrebbero vissuto durante l’amministrazione di Joe Biden. Un’accusa, quest’ultima, lanciata senza fornire elementi probatori di supporto, ma che rientra in un preciso schema retorico. Non contento, Trump ha poi ampliato il suo attacco personale a Clooney, bollando l’attore come un professionista sopravvalutato, la cui fama, secondo lui, deriverebbe più dalle sue posizioni pubbliche che dal merito artistico e cinematografico.
La replica secca dell'attore premio Oscar
La risposta di George Clooney, riportata da testate specializzate come l’Hollywood Reporter, non si è fatta attendere ed è stata altrettanto diretta, sebbene più concisa e focalizzata. L’attore, evitando di scendere nel merito delle provocazioni sul suo valore professionale o di ribattere punto su punto alle critiche, ha scelto di girare il discorso verso la politica interna americana. Con una frase dal duplice significato, che riecheggia volutamente lo slogan della campagna di Trump stesso, Clooney ha dichiarato: “Dobbiamo rendere di nuovo grande l’America: inizieremo a novembre”. Una dichiarazione che, pur nella sua brevità, costituisce un esplicito riferimento alle prossime scadenze elettorali e che è stata interpretata come un chiaro posizionamento di parte.
Il dibattito acceso in Francia
Oltreoceano, intanto, la notizia della naturalizzazione ha di per sé generato un vivace dibattito nell’opinione pubblica e nella stampa francese. Da una parte, c’è chi ha sollevato perplessità, avanzando il sospetto di un trattamento di favore riservato a personaggi facoltosi e di grande notorietà, mettendo in discussione l’equità dei processi amministrativi. Dall’altra, molti commentatori e cittadini hanno invece visto nell’evento un fatto positivo per l’immagine della Francia, considerandolo il frutto di un percorso legittimo e, in un mondo globalizzato, quasi naturale per una famiglia binazionale di quel profilo. Le reazioni, insomma, sono state polarizzate, riflettendo sensibilità diverse su temi come l’identità nazionale, l’immigrazione e il trattamento riservato alle celebrità.




