Usa-Iran, mediatori al lavoro per un nuovo cessate il fuoco
Roberta Barbi – Città del Vaticano Il nodo cruciale resta lo Stretto di Hormuz, dove secondo gli Usa il traffico marittimo procederebbe più o meno regolarmente, mentre secondo i Pasdaran, che annunciano di aver bloccato altre due navi, sarebbe chiuso. Intanto i ribelli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran, hanno annunciato l’intenzione di estendere il blocco marittimo nel Mar Rosso contro l’Arabia Saudita, storica alleata di Washington. (Vatican News)
La notizia riportata su altri media
Il Pentagono: quasi 100 militari Usa feriti dal 7 luglio ad oggi negli scontri con l'Iran. Secondo fonti della sicurezza israeliana, l’ayatollah non si trova in Iran. (la Repubblica)
I raid statunitensi, per l’undicesima notte di fila, si sono concentrati soprattutto su obiettivi militari, con lo scopo di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di ostacolare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz (Vatican News)
L'intensificarsi degli scontri tra Stati Uniti e Iran sta alimentando interrogativi su un possibile allargamento del conflitto. Secondo funzionari statunitensi citati da Reuters, le operazioni condotte finora potrebbero rappresentare delle “shaping operations”, ossia azioni preparatorie che creano le condizioni favorevoli per successive e più massicce operazioni militari. (Geopop)
Trattare con l’Iran o scatenare la guerra totale, Trump al bivio. E Bibi spinge per la guerra: "La minaccia nucleare non è stata eliminata" (La Notizia)
Non costa nulla ma porta molto. Superati gli scrupoli morali, la scelta della Casa Bianca dovrebbe rispondere a un solo criterio: l’interesse nazionale americano. Eppure questa volta il consueto paradigma utilitarista – il massimo beneficio per il maggior numero di cittadini – sembra essere scomparso dai radar. (il manifesto)
NEW YORK – A breve bombarderà il sito nucleare iraniano più segreto e fortificato, quella Pickaxe Mountain dove il regime avrebbe nascosto le centrifughe sopravvissute, e non ha interesse a riprendere il dialogo diplomatico. (la Repubblica)