Ceccon, beffa da un centesimo: doppio argento agli Europei di Parigi
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Redazione Sport
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La legge del più piccolo scarto, quella che trasforma un centesimo di secondo in un'abisso, si è abbattuta con inaudita crudeltà sulla spedizione azzurra ai Campionati Europei di nuoto di Parigi. Dopo la delusione patita da Benedetta Pilato nei 50 rana, è toccato a Thomas Ceccon, primatista mondiale dei 100 dorso, ingoiare la stessa amara pillola: nella finale della distanza, il vicentino ha sfiorato l'oro per un solo centesimo, cedendo il titolo al greco Apostolos Christou.
E per completare una serata dal sapore agrodolce, a distanza di pochi minuti, lo stesso Ceccon ha dovuto accontentarsi di un altro argento, questa volta in compagnia dei compagni della staffetta 4x100 mista, superati dalla Russia per diciannove centesimi al termine di un testa a testa avvincente e combattuto.
Il centesimo che cambia il colore della medaglia
La finale dei 100 dorso maschili, disputata nella serata parigina del 16 agosto, aveva tutti i presupposti per regalare all'Italia la gioia di un nuovo oro continentale. Thomas Ceccon, campione olimpico in carica e detentore del record mondiale sulla distanza con il tempo di 51"60, sembrava avere il destino nelle proprie mani. La sua partenza è stata esplosiva, e al giro di boa, dopo 50 metri, l'azzurro toccava in testa con il parziale di 25"16, lasciando intendere una progressione poderosa nell'ultima vasca.
La corsia numero 5, però, nascondeva un'insidia non calcolata: Apostolos Christou, il greco già capace di batterlo a Roma 2022 nei 50 dorso, rimaneva incollato alla sua scia per tutta la durata della gara. Negli ultimi dieci metri, mentre Ceccon sembrava aver messo al sicuro la vittoria, Christou ha piazzato un'accelerazione improvvisa e devastante, trovando la piastra con il tempo di 52"27, appena un centesimo meglio del 52"28 realizzato dall'azzurro. Il bronzo è andato al russo Pavel Samusenko, terzo con il crono di 52"57.
Un verdetto inappellabile che, come spesso accade in questa disciplina, ha trasformato una prestazione di altissimo livello in una beffa difficile da digerire per l'atleta delle Fiamme Oro e Leosport, che si allena presso il centro federale di Verona sotto la guida di Alberto Burlina.
La rabbia e l'analisi di Thomas Ceccon
Paradossalmente, ciò che ha bruciato maggiormente al campione vicentino non è stato tanto il distacco minimo dal rivale, quanto il tempo finale realizzato. Nonostante il valore cronometrico del 52"28 sia assolutamente ragguardevole e lo confermi tra i migliori interpreti della specialità in Europa, Ceccon ha espresso tutta la sua insoddisfazione a caldo. L'azzurro ha dichiarato che l'argento ottenuto brucia parecchio, ma la vera spina nel fianco per lui è rappresentata dalla prestazione cronometrica, giudicata fin troppo lenta rispetto ai propri standard.
Un'analisi che lascia trasparire l'ambizione di un atleta abituato a nuotare su un altro livello, che non cerca scuse nel programma intenso affrontato fino a quel momento, ma che guarda con severità a una finale che, pur portando a casa un'importante medaglia, poteva essere gestita con maggiore incisività nella parte conclusiva della gara.
La beffa si ripete in staffetta
La serata di Ceccon, tuttavia, non si è conclusa con l'amarezza del secondo posto individuale. Pochi minuti dopo, l'azzurro era atteso dal consueto impegno in vasca per la finale della staffetta 4x100 mista maschile, ultimo atto dei campionati continentali. Schierato in prima frazione nella corsia 4, il vicentino è partito con un approccio prudente, toccando addirittura al sesto posto a metà della sua frazione.
La seconda parte della sua vasca, però, ha fatto emergere tutto il talento del 25enne, che ha chiuso in 52"72 e in seconda posizione provvisoria, cedendo il testimone a Nicolò Martinenghi. Il varesino, nella frazione a rana, ha compiuto un'impressionante rimonta, lanciando in testa Alberto Razzetti, che con la farfalla ha però subito il ritorno degli avversari.
L'ultima frazione a stile libero, affidata al veronese Carlos D'Ambrosio, è stata un susseguirsi di emozioni: una rimonta furibonda che ha accorciato il distacco dalla Russia in modo vertiginoso, ma che si è fermata a un soffio dal ribaltone finale. Il quartetto composto da Ceccon, Martinenghi, Razzetti e D'Ambrosio ha fermato il cronometro a 3'28"86, mentre la Russia si è aggiudicata l'oro con il tempo di 3'28"67. Il bronzo è andato alla Francia, terza in 3'29"03.
Un bilancio d'argento per l'Italia
I due argenti conquistati nella serata conclusiva di Parigi, uniti a quello ottenuto dalla staffetta femminile composta da Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci, hanno permesso all'Italia di chiudere la rassegna continentale con un bottino complessivo di 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi. Un bilancio di grande spessore che ha permesso agli azzurri di piazzarsi al secondo posto nel medagliere generale, alle spalle di una Gran Bretagna che ha dominato con 14 medaglie d'oro.
Per Thomas Ceccon, quella di Parigi 2026 resterà un'edizione a due facce: da un lato la conferma della propria costanza ai massimi livelli, concretizzata da un argento e due bronzi all'attivo, dall'altro il rammarico di non aver trasformato in oro una supremazia tecnica che, in entrambe le finali, è parsa a portata di mano fino all'ultimo tocco. Il centesimo, nel nuoto come nella vita, a volte è solo una questione di fortuna; ma per un campione del calibro di Ceccon, è una lezione che getta le basi per le prossime sfide.
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