Norris domina in Brasile, Verstappen rimonta dalla pit lane
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Redazione Sport
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Lando Norris ha impresso la sua autorevole leadership sul Gran Premio del Brasile, trasformando il tracciato di Interlagos in un palcoscenico per una delle sue prestazioni più complete, che gli ha permesso di allungare ulteriormente il suo vantaggio nella classifica piloti. Il britannico, che aveva già colto il successo nella gara sprint del sabato, ha replicato con identica determinazione nella prova principale, gestendo la corsa con un controllo quasi assoluto e lasciando agli avversari soltanto le briciole. Una doppia affermazione, questa, che consolida la sua posizione di forza nel mondiale, mentre il compagno di squadra Oscar Piastri, giunto al traguardo in una modesta quinta piazza, sembra ormai aver perso il treno del titolo.
L'impresa di Verstappen e il podio di Antonelli
Accanto alla sua macchina dominatrice, la giornata è stata segnata da due performance di altissimo livello, seppur di natura profondamente diversa. Max Verstappen, partito dalla pit lane dopo una qualifica deludente che lo aveva relegato in sedicesima posizione, ha imbastito con la sua Red Bull una delle sue tipiche rimonte, fatta di sorpassi calcolati e di una progressione inarrestabile attraverso il gruppo, che lo ha portato a conquistare un podio quasi inaspettato. A dividere i due, sul secondo gradino, si è piazzato Kimi Antonelli con la Mercedes, il quale ha coronato un weekend di grande coerenza e velocità, dopo essersi già messo in luce con altri piazzamenti di rilievo nelle sessioni precedenti.
Un weekend da incorniciare per Antonelli
Per il pilota italiano, l'appuntamento brasiliano è stato costellato di risultati importanti e di suggestioni emotive, a cominciare dall'omaggio reso alla leggenda Ayrton Senna, al quale è stato idealmente dedicato il suo operato. Antonelli, che aveva già sfiorato la pole position, ha mantenuto una competitività elevatissima in ogni sessione, confermando in gara il secondo posto ottenuto nella qualifica e in quella sprint, dimostrando una maturità che va ben oltre la sua giovane età. Un'esperienza, la sua, che si è arricchita di un simbolismo particolare, considerando il numero scelto in onore del campione brasiliano e le somiglianze stilistiche che molti gli attribuiscono.
Le ombre sul campionato
Se da un lato la McLaren e la Mercedes possono dunque tirare un sospiro di sollievo, lo stesso non si può dire per la Ferrari, la cui trasferta sudamericana si è risolta in un affondo, con prestazioni ben al di sotto delle aspettative e dei propri standard. Un weekend opaco, che ha allontanato ulteriormente le sue ambizioni di riscatto in questa fase cruciale della stagione. Anche Lewis Hamilton, altro pilota di casa Mercedes, non è riuscito a emergere dalla griglia, deludendo le previsioni e finendo lontano dalle posizioni che contano, in un Gran Premio che ha invece premiato l'audacia e la freddezza di pochi eletti.




