Aggressione a Trieste, la vittima è una 39enne: fermato un 26enne per la rapina in via Caduti sul Lavoro
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Redazione Interno
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Un fermo e una caccia al secondo uomo che resta ancora in corso, con i carabinieri che hanno stretto il cerchio attorno agli autori della brutale aggressione messa a segno nella tarda mattinata del 28 luglio a Trieste.
La vittima, una donna di 39 anni, è stata accerchiata in via Caduti sul Lavoro, buttata a terra con violenza e derubata della borsa; il tutto nel primo pomeriggio, in una zona che all'ora di punta è solitamente trafficata e che invece in quella circostanza è stata teatro di una violenza che ha sconvolto il quartiere, lasciando i residenti sotto choc per la dinamica spietata dell'accaduto.
Il blitz in via Battera e le indagini
Le operazioni dei militari dell'Arma hanno preso una svolta decisiva intorno alle 18 di oggi, quando una squadra operativa ha fatto irruzione in un appartamento al civico 9 di via Battera, nella periferia triestina, rintracciando un ventiseienne di nazionalità marocchina.
Il giovane, che al momento risulta essere l'unico fermato formalmente per la rapina, è stato portato in caserma per gli accertamenti di rito e per essere sottoposto a interrogatorio, mentre le ricerche proseguono senza sosta per identificare il secondo individuo che, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbe partecipato all'accerchiamento della donna, contribuendo a immobilizzarla per poi fuggire con il bottino.
La dinamica dell'aggressione e le condizioni della vittima
Secondo le prime informazioni trapelate dagli ambienti investigativi, la 39enne stava percorrendo via dei Caduti sul lavoro quando sarebbe stata avvicinata da almeno due persone, descritte come giovani di origine straniera, che senza alcun preavviso l'avrebbero spinta con forza al suolo e colpita per agevolare il furto del borsello; un'aggressione lampo, durata pochi secondi ma dall'impatto fisico pesantissimo, tanto che la donna è stata subito soccorsa e trasportata in ospedale dove i medici ne hanno constatato le gravi condizioni, con ferite che hanno richiesto un ricovero d'urgenza e che
Destano preoccupazione per l'entità dei traumi riportati. I carabinieri, coordinati dalla procura, stanno vagliando con attenzione i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, cercando di ricostruire con esattezza i minuti precedenti e successivi alla rapina, nella speranza di ottenere elementi utili per risalire al complice del ventiseienne già in manette.
I precedenti aggiornamenti e le contraddizioni degli accertamenti
Nel corso del pomeriggio si era diffusa la notizia di un blitz in un capannone abbandonato dell'area portuale, all'angolo tra via Svevo e via Caduti sul Lavoro, dove i militari avevano rintracciato tre giovani di origine straniera che erano stati inizialmente fermati per accertamenti; una pista che sembrava portare a un quadro più ampio, con quattro persone complessivamente coinvolte nelle verifiche, ma che poi si è rivelata parzialmente divergente rispetto alla linea investigativa principale, poiché gli sviluppi più recenti hanno circoscritto il fermo formale al solo 26enne marocchino, mentre
Gli altri soggetti sono stati sottoposti a interrogatori e controlli senza che al momento sia scattata una misura restrittiva nei loro confronti. Resta da chiarire, dunque, se si tratti di semplici testimoni o di compari del reo, e se il secondo aggressore – che secondo alcune fonti sarebbe fuggito facendo perdere le proprie tracce – abbia già lasciato il territorio cittadino o si nasconda ancora tra i vicoli e le aree dismesse del porto vecchio, dove i controlli dei carabinieri proseguono serrati anche nelle ore serali, con posti di blocco e perquisizioni mirate per stanare eventuali complici.
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