Lituania, allarme droni a Vilnius: caccia Nato in volo, ma era uno stormo di uccelli

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare i caccia in risposta al possibile avvistamento di droni nello spazio aereo della capitale e nell'area circostante, nonché nelle regioni di Trakai ed Elektrenai. Lo ha reso noto il Centro nazionale per la gestione delle crisi, come riportato dai media lituani.

I velivoli sono partiti dalla base di Siauliai, nel nord del Paese. L'emittente pubblica nazionale lituana ha riferito che era stato diramato un allarme giallo.

Si è trattato, tuttavia, di un falso allarme: dopo l'identificazione visiva da parte del pilota, è emerso che l'oggetto rilevato dai radar non era un velivolo senza pilota, bensì uno stormo di uccelli. L'allerta aerea è stata revocata e lo scalo è stato riaperto nel giro di 38 minuti.

La dinamica dell'incidente

Secondo quanto ricostruito, l'allarme era scattato nella tarda mattinata di domenica, quando le autorità locali hanno annunciato la chiusura temporanea dell'aeroporto della capitale e il decollo dei caccia. Il Centro nazionale per la gestione delle crisi ha poi spiegato che «nelle rilevazioni radar iniziali le tracce lasciate da uccelli e droni possono risultare simili». Un aereo da combattimento era stato richiesto a Siauliai, dove attualmente ha sede l'aeronautica militare italiana nell'ambito della missione Nato di difesa aerea del Baltico.

L'esercito lituano aveva annunciato che, nelle prime ore di domenica mattina, i radar dell'aeronautica militare vicino a Varėna avevano rilevato un bersaglio in movimento in direzione della regione di Kaliningrad. Stando alla ricostruzione fornita dalle forze armate, l'oggetto avrebbe lasciato lo spazio aereo lituano dopo circa venti minuti, senza che fosse stata emessa alcuna segnalazione di pericolo per la popolazione.

Quel primo episodio, avvenuto all'alba, è stato successivamente distinto dalle autorità dalle successive rilevazioni che hanno portato all'allarme giallo e alla chiusura dello scalo.

Un contesto di crescente attenzione

L'episodio si inserisce in un quadro di crescente sensibilità lungo il fianco orientale dell'Alleanza atlantica. I Paesi baltici e la Finlandia hanno segnalato negli ultimi mesi una serie di incursioni di droni militari nei propri spazi aerei, fenomeni collegati al conflitto in Ucraina. La Nato ha rafforzato il monitoraggio aereo proprio in ragione del timore che le ostilità possano estendersi oltre i confini ucraini.

Lo scorso agosto un caccia F-18 in missione di polizia aerea ha abbattuto un drone che aveva illegalmente varcato lo spazio aereo romeno, dopo che l'aereo era stato rilevato dai radar mentre entrava in territorio nazionale dalla Moldova. Due giorni prima, quattro caccia Nato erano stati fatti decollare per abbattere un drone nello spazio aereo lettone; le autorità di Riga avevano parlato di un «velivolo senza pilota straniero» penetrato «a seguito della guerra elettromagnetica russa».

Nell'ottobre dello scorso anno la Nato era stata costretta a inviare i propri jet in risposta a violazioni dello spazio aereo lituano da parte di due velivoli militari russi, un caccia Su-30 e un aereo rifornitore Il-78, che avevano sorvolato il Paese baltico per circa diciotto secondi. L'allora presidente lituano Gitanas Nauseda aveva condannato l'accaduto, mentre il ministero della Difesa russo aveva negato ogni violazione. La maratona di Vilnius, in programma nella giornata di domenica, non ha subito interruzioni a causa dell'allarme, come confermato dagli organizzatori.

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