Il Bologna vola a -5 dall’Atalanta, la Cremonese resta nella zona calda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta dello Zini regala al Bologna la quarta vittoria esterna consecutiva, un dato che da solo racconta l’evoluzione di una squadra capace di trovare la quadratura del cerchio lontano dal Dall’Ara. I felsinei, con questo successo per 2-1 sulla Cremonese, scavalcano la Lazio e si riportano all’ottavo posto in classifica, agganciando di fatto quella zona di classifica che profuma di obiettivi ambiziosi. La partita, però, viene indirizzata nei primi minuti, tanto da lasciare agli avversari – reduci dalla vittoria col nuovo allenatore – il solo spazio per inseguire senza mai riuscire a impensierire davvero l’equilibrio del match.

È João Mário, con il suo primo centro in Serie A, a rompere gli indugi. Il suo destro al volo, scaturito da un traversone millimetrico di Miranda, non lascia scampo ad Audero: un’esecuzione di rara pulizia tecnica che mette subito la gara sui binari giusti per i rossoblù. Il portiere grigiorosso, però, si assume buona parte delle responsabilità sul raddoppio, lasciandosi passare sotto il – proteso in un tuffo mal coordinato – la girata di prima di Rowe, ancora una volta servito dallo stesso Miranda. Due assist al bacio per il laterale, due reti che valgono una fetta consistente della posta in palio.

Le responsabilità di Audero e il rischio concreto per la Cremonese

La prestazione incerta dell’estremo difensore di casa pesa come un macigno, e non solo sul risultato. Perché la Cremonese, ora, vede la zona retrocessione avvicinarsi pericolosamente: in attesa della prossima sfida a Cagliari, la classifica la vuole ancora in piena bagarre per non sprofondare. Il Bologna, dal canto suo, si porta momentaneamente a -5 dall’Atalanta, attesa domani dal campo del Lecce, e respira aria ben più ossigenata. Nel finale, Ravaglia – pur con qualche brivido – tiene in piedi il risultato: due interventi decisivi su Bonazzoli e Payero (quest’ultimo in sospetto fuorigioco) e un’uscita scomposta su Floriani Mussolini, che poteva costargli il secondo giallo. L’arbitro Abisso sceglie di non punirlo, e il Bologna porta a casa l’intera posta.

Italiano: qualità e crescita necessaria sotto porta

Vincenzo Italiano, al termine della partita, ha speso parole chiare per i suoi. «Sono contento – ha spiegato prima ai microfoni di DAZN e poi in conferenza stampa – perché per noi oggi iniziava un periodo di partite una dietro l’altra, quindi approcciare bene era importante. I ragazzi mi sono piaciuti, abbiamo giocato con grande qualità, sapendo che i nostri avversari avevano vinto col nuovo allenatore e preparato la gara per due settimane». Il tecnico, però, ha anche indicato i margini di miglioramento: «Castro deve diventare più letale, Moro metterci ancora più qualità». Un invito a non adagiarsi, quello di Italiano, che premia la prestazione ma non la considera ancora completa.

João Mário e i voti: una prestazione da 7,5

Tra i protagonisti assoluti spicca proprio João Mário, valutato 7,5: il secondo gol in rossoblù, una prestazione di alto livello che ha messo subito la gara sui binari giusti. Accanto a lui, Lucumí e Moro appaiono maiuscoli, mentre Rowe – con il suo colpo vincente – conferma una certa abitudine al gol. Ravaglia, pur con i due salvataggi decisivi, sfiora l’autogol disciplinare nel finale, ma alla fine il suo 6 regge. Per la Cremonese, invece, il ko complica la settimana: il tifo per l’Atalanta (impegnata a Lecce) è l’unico spiraglio indiretto per non vedere allontanarsi ulteriormente le dirette concorrenti.

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