L'incubo sul volo Ryanair: il finestrino si apre in quota, un uomo risucchiato parzialmente fuori dal Boeing

L'incubo sul volo Ryanair: il finestrino si apre in quota, un uomo risucchiato parzialmente fuori dal Boeing
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La routine di un volo di linea si è trasformata in un incubo a 20.000 piedi di quota, a bordo di un Boeing 737-800 operato da Malta Air per conto di Ryanair. Il volo FR1879, decollato da Salonicco con destinazione Memmingen, in Germania, ha vissuto momenti di terrore assoluto quando, lo scorso 10 luglio, un finestrino della cabina passeggeri si è letteralmente staccato, provocando una depressurizzazione improvvisa e violenta.

In quel frangente, un uomo è stato parzialmente risucchiato all'esterno del velivolo, e solo l'intervento tempestivo della moglie e di altri passeggeri è riuscito a trattenerlo e a riportarlo all'interno della cabina, scongiurando una tragedia dalle proporzioni ancora più drammatiche.

La dinamica dell’emergenza: motore in avaria e rientro a Salonicco

Secondo le prime ricostruzioni, l’equipaggio ha rilevato un’avaria critica al motore destro poco dopo il decollo, un guasto che ha innescato una sequenza di eventi devastanti. A cedere è stata una delle pale della turbina, un componente dall’altissimo valore tecnologico e dal costo stimato intorno al milione di dollari, il cui distacco netto viene considerato dagli esperti del settore un evento di rara eccezionalità.

La frammentazione della pala ha generato detriti che, sospinti dalla forza centrifuga, hanno perforato la fusoliera, colpendo in pieno il finestrino e facendolo letteralmente esplodere verso l’esterno. In quel preciso istante, la differenza di pressione tra l’interno e l’esterno dell’aereo ha creato un effetto ventosa letale, e il passeggero seduto accanto al finestrino è stato risucchiato con una forza tale da piegare il telaio del finestrino stesso.

Il comandante ha immediatamente attivato la procedura di emergenza, effettuando una rapida discesa a quota di sicurezza per ristabilire le condizioni di pressione e ossigeno, prima di dichiarare lo stato di emergenza e far rientrare il volo a Salonicco, dove l’aereo è atterrato senza ulteriori conseguenze per il resto dei passeggeri e dell’equipaggio.

Le indagini: la Grecia passa il testimone agli americani dell’Ntsb

A distanza di una settimana dall’incidente, le autorità greche hanno preso una decisione che ha sorpreso molti addetti ai lavori: la gestione dell’inchiesta è stata ufficialmente ceduta al National Transportation Safety Board (Ntsb), l’ente investigativo statunitense per la sicurezza dei trasporti. Una mossa che, sebbene possa apparire curiosa in un’Europa dove le competenze tecniche in materia aeronautica non mancano certamente, sottolinea piuttosto la straordinaria complessità del caso e la necessità di accedere a competenze specifiche sulla cellula del Boeing 737 e sui suoi motori.

Gli inquirenti americani si concentreranno ora sull’analisi dei frammenti della pala del motore, sulla verifica delle saldature e dei materiali compositi, e sulla possibilità che modifiche strutturali o manutenzioni non conformi ai parametri stabiliti dal costruttore possano aver contribuito all’innesco del guasto.

Un aspetto centrale delle indagini riguarderà anche la traiettoria dei detriti: alcuni di essi, come testimoniato da diversi passeggeri, si sono trasformati in vere e proprie schegge impazzite all’interno della cabina, e il sospetto è che uno di questi abbia centrato in pieno il finestrino, indebolendone la tenuta prima del distacco definitivo.

Il racconto dei sopravvissuti e il monito sulla sicurezza in volo

Le testimonianze raccolte tra i passeggeri dipingono un quadro di caos e puro istinto di sopravvivenza. L’uomo risucchiato, la cui identità non è stata resa nota, è stato salvato grazie a un caso fortuito e alla prontezza di riflessi dei suoi vicini di sedile. La moglie, aggrappata a lui con tutte le sue forze, ha impedito che venisse risucchiato completamente, mentre altri viaggiatori accorrevano in suo aiuto per trattenerlo fino al momento del ripristino della pressione in cabina.

Un episodio che ha riacceso i riflettori su un gesto apparentemente banale, ma che in volo fa la differenza tra la vita e la morte: l’allacciamento della cintura di sicurezza. Sganciarla non appena la spia luminosa si spegne è un riflesso condizionato per milioni di viaggiatori, un automatismo dettato dal desiderio di maggiore comfort durante il tragitto, ma l'incidente del volo FR1879 dimostra come, in caso di depressurizzazione improvvisa o di turbolenze estreme, le cinture rappresentino l’unico vero dispositivo di ritenuta in grado di salvare la vita.

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