Fabrizio Corona aggredito e rapinato a Milano, denuncia pronta per lesioni e rapina aggravata
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Redazione Interno
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Fabrizio Corona è stato aggredito e rapinato nel pomeriggio di sabato 10 ottobre sotto la sua abitazione a Milano, nella zona di Città Studi, a due passi da piazzale Susa. La denuncia per lesioni e rapina aggravata, quest'ultima contestata in quanto commessa da più persone, sarà presentata martedì 13 ottobre attraverso il suo avvocato, Ivano Chiesa.
L'ex re dei paparazzi, cinquantadue anni, è stato accerchiato da un gruppo di sei uomini che lo hanno minacciato con un cacciavite e aggredito, strappandogli due orecchini e due collanine per un valore complessivo stimato in circa 400 euro.
La ricostruzione dell'agguato
Secondo quanto riferito ai carabinieri della Compagnia Monforte, Corona si è ritrovato all'improvviso davanti i sei aggressori, uno dei quali gli avrebbe puntato contro il cacciavite. L'uomo ha riportato alcune escoriazioni, ma ha rifiutato l'assistenza medica e non è stato necessario il trasporto in ospedale. Subito dopo l'aggressione è stato lo stesso Corona a chiamare il 112 per dare l'allarme.
Al loro arrivo, però, dei sei uomini non c'era più traccia: secondo una prima ipotesi si sarebbero allontanati a bordo di due automobili, ma saranno le indagini a chiarire questo aspetto.
Il riconoscimento e la pista economica
Stando a quanto risulta, Corona avrebbe riferito ai militari di aver riconosciuto uno dei componenti del gruppo. Si tratterebbe di un imprenditore con il quale l'ex fotografo ha avuto rapporti professionali e nei cui confronti vanterrebbe un credito economico. Questa indicazione ha indirizzato le indagini verso una pista precisa, lasciando intendere che gli aggressori non abbiano colpito a caso ma stessero aspettando proprio il bersaglio designato.
Gli investigatori stanno ora acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, che potrebbero aver ripreso le fasi dell'agguato o la fuga del commando, e hanno raccolto le prime dichiarazioni della vittima.
Le dichiarazioni del legale
Il legale di Corona, Ivano Chiesa, ha riferito alla Tgr che il suo assistito ha percepito un accento calabrese dalle parole scambiate tra gli aggressori. «Fabrizio è stato aggredito fuori da casa sua da sei persone che, stando a quanto ha intuito, da come parlavano, erano di origine calabrese», ha dichiarato il penalista, aggiungendo che l'uomo si è difeso durante l'aggressione e che, a parte qualche escoriazione, non ha riportato conseguenze gravi.
Chiesa ha anche precisato di non essere a conoscenza di minacce recenti nei confronti del suo assistito, ma ha sottolineato come Corona sia una persona molto esposta anche per le sue attività pubbliche.
Il precedente di settembre
L'episodio arriva a poco più di un mese da un'altra vicenda che aveva visto Corona protagonista. La sera del 3 settembre l'uomo si era presentato in Questura a Milano per segnalare di aver ricevuto messaggi intimidatori da due conoscenti del figlio Carlos, che gli avrebbero chiesto 500 euro minacciando ritorsioni contro di lui e il ragazzo in caso di mancato pagamento. Dopo aver avvertito la polizia, Corona si era recato all'appuntamento in via Noë, seguito a distanza da due equipaggi delle Volanti.
Appena arrivato, però, uno dei giovani si era avventato con una catena contro il lunotto posteriore della sua Range Rover, mandandolo in frantumi. Un ventenne, figlio di un giornalista televisivo, era stato bloccato in flagranza e denunciato per tentata estorsione e danneggiamento aggravato, mentre il complice ventiquattrenne era riuscito ad allontanarsi.
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