Andrea Favero muore in moto sulla Romea, il fratello: «Sono corso subito, è spirato davanti a me»
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Redazione Interno
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«Andrea era uscito da casa in moto da pochi minuti, doveva andare a Sottomarina con un amico, poi è arrivata quella terribile telefonata e sono corso sul luogo dell'incidente». La voce di Elia, fratello minore di Andrea Favero, si spezza mentre ripercorre gli ultimi momenti trascorsi insieme al trentaquattrenne, la cui vita si è spezzata nel drammatico schianto lungo la statale Romea.
I due fratelli vivevano insieme nella casa di famiglia a Oriago, una frazione del comune di Mira, e quel sabato pomeriggio di luglio, il più giovane dei due si è trovato a dover assistere a una scena che nessun familiare dovrebbe mai vedere: il corpo senza vita del proprio congiunto, riverso sull'asfalto dopo l'impatto frontale con un'automobile. I soccorritori, giunti poco dopo l'incidente, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del centauro, le cui ferite riportate nel tremendo impatto si sono rivelate troppo gravi per consentire qualsiasi tipo di rianimazione.
Lo schianto sulla statale Romea e i rilievi dei carabinieri
L'incidente mortale si è verificato nel pomeriggio di sabato 4 luglio, intorno alle sedici, lungo la statale Romea all'altezza della frazione Rosara di Codevigo, in provincia di Padova. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, un'auto e la moto condotta da Andrea Favero si sono scontrate frontalmente in un tratto di strada che, complice il traffico intenso tipico del fine settimana estivo, presenta da sempre criticità in termini di sicurezza.
L'impatto è stato violento e ha scaraventato il motociclista a terra, causandogli lesioni incompatibili con la vita: per il trentaquattrenne residente a Mira, nel Veneziano, non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i militari del Radiomobile di Piove di Sacco, che hanno effettuato i rilievi del caso e stanno ora vagliando ogni elemento utile a chiarire l'esatta dinamica del frontale; al momento, però, non sono state rese note le responsabilità dei conducenti coinvolti, né le condizioni del conducente dell'automobile, rimasto illeso o comunque ferito in modo non grave.
La disperazione del fratello Elia e il legame spezzato
Il racconto di Elia Favero, che al fratello Andrea era legatissimo al punto da condividere con lui la stessa abitazione, restituisce tutta la brutalità di un lutto improvviso e inaspettato. «Sono corso subito appena ho saputo, ma quando sono arrivato era già troppo tardi: è morto sotto i miei occhi, senza che potessi fare assolutamente niente», ha dichiarato il fratello minore ai cronisti presenti sul luogo della tragedia, con la voce rotta dall'emozione e dall'incredulità.
I due, cresciuti insieme a Oriago, avevano un rapporto molto stretto e condividevano passioni e progetti di vita; quella sortita in sella alla moto, che avrebbe dovuto portare Andrea a Sottomarina per trascorrere un pomeriggio in compagnia di un amico, si è invece trasformata in un viaggio senza ritorno.
La comunità locale, seppur scossa dall'ennesimo lutto sulla Romea, si stringe attorno alla famiglia Favero in questo momento di indicibile dolore, mentre il fratello Elia fatica a trovare le parole per descrivere lo strazio di aver visto spegnersi il proprio congiunto pochi istanti dopo averlo salutato in casa.
La protesta del sindaco di Codevigo: «Un autovelox c'è, ma la strada resta letale»
All'indomani dell'ennesima tragedia, il sindaco di Codevigo, Ettore Lazzaro, non nasconde la propria amarezza e la frustrazione per una situazione che definisce ormai insostenibile. «Siamo stanchi di contare i morti su una strada che da troppi anni rappresenta un pericolo costante per chi la percorre», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come l'incidente di sabato abbia avuto ripercussioni pesanti anche sulla viabilità locale, già compromessa dalla chiusura del ponte di Codevigo a causa dei lavori per la costruzione di una nuova rotatoria.
Lazzaro ha inoltre ricordato come in quel preciso punto della Romea fosse già installato un autovelox, ma ha aggiunto che «è da un anno che aspettiamo il nuovo» impianto, senza però entrare nel merito delle ragioni del ritardo. Il sindaco, pur senza addentrarsi in valutazioni tecniche sulla dinamica dello schianto, ha ribadito la necessità di interventi strutturali più incisivi per mettere in sicurezza un'arteria che, specie nei tratti prossimi ai centri abitati e in concomitanza con i cantieri stradali, continua a mietere vittime in modo inaccettabile.
Un tratto di strada segnato da troppi incidenti mortali
La statale Romea, che collega la provincia di Venezia a quella di Ravenna costeggiando il litorale adriatico, è purtroppo tristemente nota per l'alto tasso di incidentalità, soprattutto nei mesi estivi quando il flusso di veicoli diretti verso le località balneari aumenta in modo esponenziale.
Il tratto padovano, in particolare quello che attraversa il territorio comunale di Codevigo, ha registrato negli ultimi anni una serie di sinistri mortali che hanno spinto le amministrazioni locali a sollecitare ripetutamente la società Autovie Venete e gli enti preposti per interventi di messa in sicurezza. L'incidente che ha coinvolto Andrea Favero, un ragazzo di trentaquattro anni con tutta una vita davanti, si inserisce in questo contesto di emergenza stradale che le istituzioni faticano a fronteggiare con la dovuta tempestività.
I carabinieri, intanto, proseguono le indagini per accertare le cause dell'urto frontale e per verificare eventuali concause, come la velocità eccessiva o la distrazione alla guida, elementi che potrebbero emergere solo dopo gli accertamenti tecnici sui mezzi coinvolti e l'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nell'area.




