Zio e nipote di 4 anni annegati nell’Adda: il dramma del Golfo Rivolta
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Redazione Interno
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Sabato di lutto e di tragedie in acqua: in poche ore, la corrente dell’Adda ha portato via due vite legate da un vincolo di sangue, strappando alla famiglia un bambino di quattro anni e suo zio, un uomo di 47 anni originario dell’India. Il dramma si è consumato in località Golfo Rivolta, al confine tra Truccazzano, nel Milanese, e Rivolta d'Adda, dove il fiume, che placido scorre in estate, nasconde invece insidie mortali per chiunque osi sfidarlo.
Un salvataggio disperato e la forza della corrente
A perdere la vita è stato prima Arinder, 47 anni, residente in Portogallo ma in vacanza nel borgo per far visita ai parenti, e poi il piccolo Gursahib, il nipotino che l’uomo aveva cercato disperatamente di strappare alla corrente. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il padre del bambino e lo zio si trovavano già in acqua quando il piccolo si è tuffato per raggiungerli, finendo quasi subito in difficoltà, incapace di rimanere a galla. L'uomo non ha esitato un istante a tuffarsi per soccorrerlo, riuscendo a tenerlo a galla per pochi istanti.
Ma la forza della corrente dell'Adda, in quel tratto notoriamente insidioso, ha avuto la meglio su di lui, inghiottendolo mentre tentava di riportare il nipote in salvo. Il fratello, rimasto a riva, ha assistito impotente alla scena, lanciando immediatamente l'allarme, mentre alcuni bagnanti hanno tentato di prestare i primi soccorsi.
I soccorsi e il dolore che si ripete
Sul posto sono accorsi i sanitari del 118, i vigili del fuoco di Milano con il nucleo sommozzatori e due elicotteri del soccorso. Le operazioni di recupero sono state rese complicate dalla corrente e dalla conformazione dell'area, impervia e raggiungibile solo a piedi dopo un lungo tratto. Il corpo dello zio è stato recuperato senza vita, mentre il bambino, dopo essere stato rianimato a lungo, è stato trasportato in eliambulanza in codice rosso all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La speranza di un miracolo si è infranta poche ore dopo, intorno alle 14.
30, quando i medici hanno dichiarato il decesso del piccolo, sconvolgendo una comunità già sotto shock per la perdita dell'uomo di 47 anni.
Un sabato di tragedie e la piaga degli annegamenti
Il doppio annegamento nel Milanese si inserisce in un quadro di tragedie che hanno funestato il sabato italiano. Nelle stesse ore, in una piscina di un hotel a Milano Marittima, una bambina austriaca di quattro anni ha perso la vita annegata, mentre a Sirmione, sul lago di Garda, un uomo di 29 anni è morto dopo essersi tuffato per salvare un bambino, che invece è stato tratto in salvo.
L'incidente dell'Adda richiama l'attenzione su un problema cronico legato alla balneazione nei fiumi, dove i cartelli di divieto e le ordinanze spesso non bastano a frenare i bagnanti, attratti dal refrigerio dell'acqua nelle giornate più calde. La pericolosità dell'Adda è nota alle amministrazioni locali, eppure il tragico bollettino si aggiorna ogni estate con vittime, spesso straniere, che non conoscono le insidie nascoste sotto la superficie ingannevolmente placida del fiume.
L'onda dello choc
La tragedia ha gettato nello sconforto il piccolo centro di Rivolta d'Adda e la comunità indiana locale. I testimoni oculari hanno descritto momenti di terrore e impotenza, mentre il padre del bambino, sotto choc, assisteva alla scena senza poter far nulla. «Quando siamo arrivati il padre del bambino aveva chiamato i soccorsi, con l’aiuto di una coppia che era lì – ha raccontato una donna presente sul luogo – una disgrazia immane».
Le indagini sull'accaduto sono affidate ai carabinieri, che dovranno chiarire la dinamica esatta per ricostruire ogni momento di questo drammatico episodio, mentre la salma dello zio è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria.




