Ambrogio Trasporti chiude la sede di Campogalliano e licenzia tre impiegate, una delle quali in gravidanza

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La società intermodale Ambrogio Trasporti sta smantellando la propria base operativa a Campogalliano, un avamposto commerciale che, inaugurato con ambizione nell'ottobre del 2023, avrebbe dovuto costituire un perno strategico per le connessioni nel Nord Italia. L’obiettivo dichiarato, all’epoca, era duplice: potenziare la rete intermodale e sviluppare ulteriormente il servizio di logistica in conto terzi. Tuttavia, come ha spiegato Livio Ambrogio, le crescenti difficoltà che affliggono l’intero settore del trasporto combinato hanno reso insostenibile il mantenimento della sede, prefigurando un bilancio aziendale in passivo e portando a una ritirata che appare, ormai, inevitabile.

Licenziamenti improvvisi e modalità discutibili

Ciò che ha trasformato una decisione strategica in un caso di cronaca lavorativa sono state le modalità con cui è stata attuata, definite “brutali” dal sindacato. Giovedì 6 novembre, l’amministratore delegato si è presentato nell’ufficio di Campogalliano, inaugurato appena nel gennaio 2024, e ha convocato le tre impiegate. Davanti a loro, ha letto la comunicazione di licenziamento immediato, ingiungendo loro di raccogliere gli effetti personali e abbandonare la sede nel giro di mezza giornata. Una procedura, questa, che la Filt/Cgil di Modena non ha esitato a etichettare come un licenziamento “all’americana”, sottolineandone il carattere repentino e inaspettato.

La gravidanza di una delle lavoratrici

A rendere la situazione ancor più grave, e a sollevare questioni di carattere legale oltre che etico, è la condizione di una delle tre dipendenti, la quale si trova in stato di gravidanza. La notizia del licenziamento, giunta in modo così secco e inatteso, ha lasciato le interessate, per usare le parole del comunicato sindacale, “esterrefatte”. La particolare vulnerabilità della lavoratrice incinta aggiunge un ulteriore strato di complessità a una vicenda che travalica la semplice riorganizzazione aziendale, investendo il campo della tutela dei diritti fondamentali in ambito lavorativo.

La reazione e la tutela sindacale

La Filt/Cgil di Modena, dopo aver denunciato pubblicamente l’accaduto, ha annunciato che avvierà tutte le necessarie azioni per assicurare la piena tutela delle tre lavoratrici. L’episodio, che coinvolge un’azienda piemontese con un fatturato di 96 milioni di euro e sedi anche all’estero, getta una luce cruda sulle pratiche di gestione del personale in un contesto di crisi settoriale. L’ufficio di Campogalliano, nato con le premesse di un hub logistico chiave, chiude i battenti dopo poco più di un anno di attività, lasciandosi dietro non solo un fallimento commerciale ma anche una disputa legale e un profondo disagio umano.

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