Milan, lo stadio ritrova il sorriso: tris al Verona e Nkunku esplode
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Redazione Sport
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Finalmente una domenica di pura serenità, quella vissuta a San Siro, dove il Milan ha saputo amministrare la gara contro il Verona con un controllo che mancava da tempo, chiudendo i conti prima ancora del fischio finale. Un 3-0 netto, che ha il sapore di una piccola liberazione se si considera come, fino a quel momento, le vittorie fossero spesso arrivate all’insegna della sofferenza e del “corto muso”, costringendo tutti a guardare il cronometro con ansia crescente. I tre punti, preziosissimi per tenere il passo nella parte alta della classifica, sono arrivati grazie a una prestazione compatta, culminata con la prima doppietta in serie A di Christopher Nkunku, il quale, dopo un avvio anonimo e qualche ritardo sulle palle più interessanti, ha saputo cambiare completamente le sorti della partita e forse della sua stagione in soli otto minuti decisivi.
Una statistica che parla di un percorso in evoluzione
Quello inflitto al Verona, come riportato dai dati statistici, rappresenta il secondo 3-0 stagionale dopo la vittoria ottenuta a Udine lo scorso settembre, ma assume un significato particolare perché interrompe un digiuno casalingo che perdurava dal novembre dell’anno scorso, quando a uscire sconfitto con lo stesso punteggio fu l’Empoli. Un dato numerico, questo, che non è un semplice freddo elenco ma la fotografia di un cammino in cerca di maggiore continuità e sicurezza, soprattutto tra le mura amiche del Meazza, dove la squadra di Allegri aveva talvolta faticato a esprimere la stessa autorità.
Le parole del tecnico e la crescita dell’attaccante francese
“Più si va avanti e più sarà difficile”, ha commentato Max Allegri a fine gara, sottolineando con il suo tipico pragmatismo come il percorso sia ancora lungo, sebbene le premesse siano positive. Sulle prestazioni del suo Milan, poi, non ha avuto dubbi: “Allegri fa il massimo”. Ma il discorso del coach è inevitabilmente volato verso l’uomo della partita, Christopher Nkunku, per il quale ha usato un paragone che, nel mondo del calcio, vale più di mille discorsi tecnici: “Crespo iniziò a segnare tardi e non smise più”. Una dichiarazione di fiducia totale, quella del tecnico, che sembra aver trovato riscontro sul campo dopo una paziente attesa. Lo stesso Nkunku, del resto, fino al momento del calcio di rigore che ha spaccato la partita sembrava ancora in ombra, poco coinvolto nelle manovre offensive; una condizione che si è completamente ribaltata, regalando alla squadra e ai tifosi l’immagine di un giocatore capace di essere decisivo.
La fidacia ripagata e il ruolo dei compagni
Quella doppietta, che gli è valsa il riconoscimento di miglior giocatore in campo, non è dunque un episodio isolato ma il frutto di un lavoro quotidiano, di una fiducia che l’ambiente ha continuato a riporgli nonostante le difficoltà iniziali. A confermarlo, in maniera significativa, erano state anche le parole di un compagno esperto come Luka Modric il giorno prima della partita, il quale aveva sottolineato di avere “piena stima” dell’attaccante francese, basandosi proprio sul modo in cui si allena e si approccia al lavoro. Una considerazione che va oltre il semplice sostegno da spogliatoio e tocca le corde della psicologia, aspetto fondamentale per un calciatore che deve ambientarsi in un nuovo campionato. La sua esplosione, in fondo, arriva a dimostrare che nel calcio moderno, specie con i nuovi arrivati, bisogna saper attendere e crederci fino in fondo, perché a volte bastano pochi minuti per cambiare la prospettiva di una gara e scrivere una pagina nuova.




