Aventino solitario, il Pd e il voto Rai
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Redazione Interno
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Il Partito Democratico si trova in una posizione difficile riguardo al rinnovo del Consiglio di amministrazione della Rai. La linea di Elly Schlein e dei suoi è chiara: il Pd non parteciperà al voto di domani. Questa decisione è coerente con quanto affermato nelle ultime settimane e mesi. Secondo Schlein, prima di procedere con il rinnovo del CdA, sarebbe stata necessaria una riforma per allinearsi con il 'Media Freedom Act', già in vigore, che richiede che il servizio pubblico e la sua governance siano indipendenti dalla politica e dai partiti.
Il centrodestra, invece, tira dritto. Domani, con due mesi di ritardo, si procederà all'elezione dei nuovi membri del Consiglio di amministrazione della Rai. Alle ore 9.30 si dovrebbe votare alle Camere per i quattro membri di nomina parlamentare, mentre il Tesoro dovrebbe designare l'amministratore delegato e il presidente da sottoporre al Consiglio dei ministri. L'attuale CdA, il cui mandato triennale è scaduto a metà luglio, in condizioni normali sarebbe già stato rimpiazzato.
La situazione è resa ancora più complessa dalle divisioni interne all'opposizione. Dopo essersi spaccata sulla nomina di Raffaele Fitto alla vicepresidenza esecutiva della Commissione Ue e sulla partecipazione alla manifestazione anti governativa indetta dalla Cgil, l'opposizione si trova ora divisa anche sulle nomine Rai. Giuseppe Conte, leader dei Cinque Stelle, è pronto a far saltare l'accordo con il Pd in cambio di qualche nomina Rai a scapito dell'alleato dem.
Il Pd si trova quindi nell'angolo, tra la tentazione di salvare il salvabile e quella di tenere il punto sulla Rai. La decisione di non presentarsi in Aula durante il voto per il rinnovo del Consiglio di amministrazione Rai è stata presa già da settimane.
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