Il tesoro torna sui mercati con un maxi piano di emissioni da 14,5 miliardi
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Redazione Economia
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Il mese di gennaio si chiude, per il debito pubblico italiano, con un intenso ciclo di aste che il ministero dell'Economia e delle Finanze ha schedulato tra il 27 e il 28 del mese, operazioni con le quali Roma intende raccogliere sul mercato fino a 14,5 miliardi di euro complessivi. Un calendario fitto, che punta a coprire diverse fasce della curva dei rendimenti e a intercettare la domanda degli investitori, sia quelli orientati al breve termine sia coloro che ricercano protezione dall'inflazione. Gli importi in gioco, peraltro, sono tali da assorbire ampiamente le scadenze dei titoli in uscita, garantendo così un rifinanziamento netto positivo alle casse dello Stato.
Il doppio appuntamento del 27 gennaio: Btp indicizzati e Short Term
La prima delle due giornate, quella di martedì 27, sarà dedicata a un'operazione combinata che prevede l'emissione di tre diverse tipologie di titoli per una somma massima di 5 miliardi. Come ha reso noto il dipartimento del Tesoro, in questo contesto verranno collocati i Btp Short Term, insieme a due Btp€i, ovvero titoli indicizzati all'inflazione dell'area euro, con scadenze a cinque e a trent'anni. Questi ultimi, in particolare, rappresentano strumenti che rispondono a una domanda di copertura dal rischio di un eventuale rialzo dei prezzi al consumo, un'opzione che alcuni investitori istituzionali, nonostante il contesto attuale di maggior stabilità, continuano a valutare con attenzione. L'operazione, nel suo insieme, mira a diversificare le fonti di finanziamento, andando a coprire un orizzonte temporale che va dal medio al lunghissimo periodo.
Il focus sui due Btp€i in asta supplementare
Nella stessa giornata del 27 gennaio, il Mef condurrà un'asta supplementare dedicata esclusivamente a due tranche di Btp indicizzati già in circolazione, per un ammontare complessivo massimo di 2 miliardi. Il primo è il Btp€i agosto 2031, un titolo a cinque anni e mezzo dalla cedola annuale fissa all'1,1%, la cui prossima scadenza di pagamento è fissata per il 15 febbraio 2026. Il secondo, invece, è il Btp€i maggio 2056, con una vita residua di trent'anni e una cedola più elevata, pari al 2,55% annuo. Entrambi gli strumenti, il cui regolamento avverrà giovedì 29 gennaio, saranno offerti per importi nominali compresi tra i 750 milioni e il miliardo di euro ciascuno, con la possibilità per il ministero di aggiungere ulteriori 150 milioni per ogni tranche. Si tratta di un'operazione tecnica, che permette di incrementare la liquidità di titoli già esistenti senza lanciare una nuova linea, una prassi consolidata nella gestione del debito.
Il bot da 7,5 miliardi che chiude il ciclo
A concludere la settimana di collocamenti, mercoledì 28 gennaio, sarà l'asta dei Buoni Ordinari del Tesoro. Il ministero metterà in vendita 7,5 miliardi di euro di Bot a sei mesi, titoli con scadenza 31 luglio 2026 e durata effettiva di 182 giorni. L'emissione, che avverrà attraverso il consueto meccanismo d'asta competitiva dove gli operatori esprimono le loro richieste in termini di rendimento, si regolerà due giorni dopo, il 30 gennaio. Questa data, come rilevato dagli analisti, coincide con la scadenza di un precedente lotto di Bot per un valore di 9,51 miliardi, il che significa che l'operazione garantirà un rinnovo parziale del debito in scadenza, con un apporto netto di nuova liquidità negativo per circa 2 miliardi. Tale dinamica, comune nella gestione della tesoreria statale, tiene conto delle esigenze di cassa complessive e della strategia di riprofilamento delle scadenze.




