"La tensione nel Mar Rosso e l'ombra degli Houthi"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La sicurezza della navigazione nel Mar Rosso è diventata una questione di rilevanza internazionale. Oltre 20 Paesi, guidati dagli Stati Uniti, hanno formato una coalizione per contrastare gli attacchi degli Houthi. Secondo il portavoce del Pentagono, Pat Ryder, le navi coinvolte pattuglieranno il Mar Rosso ed il Golfo di Aden per rispondere e assistere, ove necessario, le navi commerciali che transitano in quest'area di mare vitale per gli scambi.

Gli Houthi e la Task Force

Eleonora Ardemagni, Senior Associate Research Fellow per il Medio Oriente e il Nord Africa dell’Ispi, ha espresso dubbi sulla capacità della Task Force di esercitare un effetto deterrente nei confronti degli Houthi. I ribelli yemeniti, non domati dalla potente coalizione araba a guida saudita, hanno intensificato i loro attacchi contro le navi cargo che transitano per il Mar Rosso, con l'intento di colpire Israele.

Le compagnie di navigazione e il canale di Suez

A causa del rischio di attacchi terroristici, le maggiori compagnie di navigazione hanno deciso di evitare il canale di Suez. Msc, Hapag Lloyd, Maersk, Cma Cgm, Evergreen e One hanno optato per circumnavigare l’Africa passando dal Capo di Buona Speranza, in Sudafrica. Anche la cinese Cosco sta valutando questa opzione, in seguito all'attacco nel Mar Rosso alla portacontainer Msc Palatium III da parte degli Houthi, guerriglieri yemeniti sostenuti dall’Iran, con l'intento di danneggiare il traffico mercantile diretto in Israele.

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