Artemis II, gli astronauti Wiseman e Koch a Torino: "Missione possibile grazie al talento italiano"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel cuore dello stabilimento torinese di Thales Alenia Space, a Collegno, si è respirata per un giorno l'aria della frontiera più avanzata dell'esplorazione spaziale. Gli astronauti della missione Artemis II, il comandante Reid Wiseman e la specialista Christina Koch, hanno fatto tappa nella struttura piemontese come parte del loro tour europeo post-missione, un viaggio di ringraziamento che li ha portati a visitare i luoghi dove sono stati progettati e realizzati i componenti fondamentali del veicolo Orion che li ha riportati nei pressi della Luna dopo più di cinquant'anni.
Ad accoglierli, insieme al management del programma Orion guidato dal Program Manager Howard Hu, una delegazione di rappresentanti della NASA, dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e una nutrita rappresentanza dei team di Leonardo provenienti dallo stabilimento di Nerviano, a Milano.
La filiera italiana del Modulo di Servizio Europeo
Il contributo italiano alla missione Artemis II, che lo scorso aprile ha portato quattro astronauti (tre americani e il canadese Jeremy Hansen) a orbitare attorno al nostro satellite, è tutt'altro che marginale. A Torino, Thales Alenia Space, la joint venture tra Thales e Leonardo, ha progettato e costruito alcuni dei sottosistemi più critici del Modulo di Servizio Europeo (ESM) di Orion, il "motore" del veicolo spaziale realizzato da Airbus Defence and Space per conto dell'ESA.
Tra questi, il sistema di controllo termico (che include i radiatori) e il consumable service system, il complesso meccanismo che gestisce la distribuzione di acqua, ossigeno e azoto a bordo della capsula, elementi fondamentali per garantire la sopravvivenza dell'equipaggio durante il viaggio nello spazio profondo.
Leonardo, da parte sua, ha fornito i pannelli solari e le unità di gestione e controllo dell'energia per tutti i moduli di servizio europei, mentre Telespazio ha supportato la missione attraverso le antenne del Centro Spaziale del Fucino, selezionate dalla NASA per le attività di radiotracciamento.
"Niente è andato storto, meglio di un simulatore"
L'incontro con i tecnici e gli ingegneri che hanno lavorato alla missione è stato caratterizzato da momenti di forte emozione e riconoscenza. Christina Koch, la prima donna a viaggiare verso la Luna, ha voluto sottolineare come il vero coraggio sia quello di chi ogni giorno costruisce i veicoli che permettono l'esplorazione spaziale, dichiarando che niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza il talento, l'eccellenza e l'innovazione italiani.
Reid Wiseman, visibilmente soddisfatto delle prestazioni del veicolo, ha aggiunto che l'intera missione è stata perfetta, sottolineando come il comportamento di Orion abbia superato persino le simulazioni più accurate, e che il loro spazio preferito era la cupola dalla quale osservavano la bellezza del pianeta Terra. La presenza dell'equipaggio è stata descritta come una fonte di orgoglio per l'azienda, che ha visto riconosciute le migliaia di ore di lavoro dedicate all'evoluzione del modulo di servizio.
A testimonianza di ciò, tre rappresentanti di Thales Alenia Space, che erano stati in servizio durante la missione, hanno ricevuto un premio speciale per il loro contributo al Modulo di Servizio Europeo.
Uno sguardo al futuro: da Artemis III a Marte
La tappa torinese dei due astronauti non è stata soltanto un momento celebrativo dei successi passati, ma ha rappresentato anche un passaggio di testimone verso le prossime sfide. L'equipaggio di Artemis II ha già passato il testimone al prossimo equipaggio, che sarà composto dal comandante Randy Bresnik, dagli specialisti Frank Rubio e Andre Douglas, e che avrà come pilota l'astronauta ESA Luca Parmitano, recentemente accolto nello stesso stabilimento torinese.
La missione Artemis III, prevista per il prossimo anno, spingerà ulteriormente i confini della tecnologia per testare le capacità di attracco tra Orion e i lander lunari in orbita terrestre, in vista dell'obiettivo finale dell'allunaggio con Artemis IV nel 2028. Le competenze sviluppate per l'European Service Module stanno già costituendo le fondamenta per i futuri programmi lunari europei.
Thales Alenia Space è infatti impegnata nella progettazione del Multi-Purpose Habitation (MPH), il primo modulo pressurizzato per un rifugio mobile sulla superficie lunare, e dello Argonaut, il modulo di discesa per il trasporto di carichi scientifici. Reid Wiseman ha concluso la sua visita con uno sguardo proiettato ancor più lontano, dichiarando che il passo successivo del viaggio è Marte, con la speranza di poterlo vedere nel corso della sua vita.




