Componenti non a norma per Boeing 787, indagine a Brindisi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi ha recentemente emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sette persone e due società, accusate di far parte di un'associazione a delinquere. Le accuse spaziano dall'attentato alla sicurezza dei trasporti, passando per l'inquinamento ambientale, fino alla frode in commercio. Secondo quanto ricostruito dai pubblici ministeri, le società coinvolte avrebbero fornito componenti non a norma alla Leonardo-Aerostrutture per la produzione dei settori 44 e 46 del Boeing 787 Dreamliner, l'aereo di punta della multinazionale americana.

Le indagini, condotte con il supporto della Guardia di Finanza di Brindisi, hanno rivelato che le due società aerospaziali pugliesi avrebbero messo a rischio la sicurezza dei voli, fornendo quasi cinquemila componenti non a norma per i Boeing 787. Questi pezzi, realizzati con caratteristiche di resistenza statica e allo stress notevolmente inferiori rispetto agli standard richiesti, avrebbero potuto compromettere la sicurezza del trasporto aereo.

Tra il 2022 e il 2023, Boeing ha avviato una corsa contro il tempo per individuare le fusoliere contenenti i componenti non conformi. I tecnici della multinazionale statunitense hanno ispezionato decine di aerei 787 Dreamliner in tutto il mondo, cercando di identificare e sostituire i pezzi difettosi. La situazione, mantenuta sotto stretto riserbo, ha sollevato preoccupazioni significative riguardo alla sicurezza dei voli intercontinentali, considerando che il Boeing 787 è in grado di trasportare oltre 250 passeggeri.

Le accuse mosse dalla Procura di Brindisi sono gravi e includono, oltre all'attentato alla sicurezza dei trasporti, anche l'inquinamento ambientale e la frode in commercio ai danni di Leonardo e Boeing.

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