Fci, scatta il commissariamento per la Lega del Ciclismo Professionistico: scelto il generale Mauro Capone

Fci, scatta il commissariamento per la Lega del Ciclismo Professionistico: scelto il generale Mauro Capone
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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Federazione Ciclistica Italiana ha messo la parola fine a una fase di crescenti tensioni interne, decidendo di commissariare la Lega del Ciclismo Professionistico. La scelta, maturata nel corso di una riunione del Consiglio Federale tenutasi il 20 luglio scorso, arriva al culmine di un periodo caratterizzato da frizioni e incomprensioni tra gli organi federali e il vertice della Lega, con quest'ultima accusata di aver disatteso in maniera ripetuta e grave gli impegni assunti e le direttive previste dal quadro normativo di riferimento.

Il provvedimento, come si legge in una nota ufficiale, è stato adottato "in ragione delle ripetute e gravi violazioni delle norme federali e della convenzione sottoscritta in data 13.8.2024", un atto che rappresenta il punto di non ritorno di un rapporto ormai logorato.

Il provvedimento del Consiglio Federale e le motivazioni della scelta

La decisione assunta dall'organo di governo della FCI non è pertanto frutto di un impulso improvviso, bensì l'esito di un'attenta valutazione del comportamento della Lega del Ciclismo Professionistico, che secondo la Federazione avrebbe reiteratamente violato gli obblighi derivanti dalla convenzione che regola i rapporti tra le parti.

La convenzione in questione, firmata nell'agosto del 2024, stabiliva una serie di parametri e adempimenti che la Lega si era impegnata a rispettare per garantire il corretto svolgimento dell'attività professionistica e la tutela degli interessi generali dello sport, e il mancato rispetto di questi paletti ha spinto il Consiglio a optare per una soluzione radicale quale il commissariamento, prevista dall'ordinamento federale proprio per fronteggiare situazioni di grave inadempienza o di stallo gestionale.

La scelta di intervenire con questo strumento straordinario testimonia la serietà delle contestazioni mosse alla Lega, che ora si trova ad affrontare una fase di gestione affidata a un soggetto esterno e super partes, chiamato a ricondurre l'attività nell'alveo della legalità e della trasparenza.

Chi è Mauro Capone, il commissario nominato dalla Fci

Per guidare la Lega in questa delicata transizione e riportare ordine all'interno di un organismo che rappresenta il vertice del ciclismo professionistico italiano, la Federazione ha scelto una figura di indiscutibile esperienza e autorevolezza, il generale di brigata in riserva dell'Arma dei Carabinieri Mauro Capone.

Classe 1963, il generale Capone vanta una carriera trentennale maturata tra le fila del Corpo Forestale dello Stato e, successivamente, dell'Arma dei Carabinieri, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità nella Pubblica Amministrazione, affiancando a una solida preparazione militare e manageriale anche una laurea in ingegneria civile edile.

Questo profilo, che unisce competenze tecniche e una lunga esperienza nel gestire strutture complesse e situazioni critiche, è stato ritenuto dal Consiglio Federale particolarmente idoneo ad affrontare le sfide che attendono la Lega e a garantire quella discontinuità rispetto al passato che la Federazione ritiene ormai irrinunciabile per il bene del ciclismo italiano.

I prossimi passaggi e l'incontro con gli associati

Il nuovo commissario, che subentra nella piena titolarità dei poteri di gestione della Lega, avrà il compito di analizzare la situazione amministrativa e organizzativa dell'ente e di intraprendere tutte le azioni necessarie per superare le criticità emerse, ripristinando le condizioni di regolarità previste dagli statuti federali.

Un primo, fondamentale momento di confronto è già stato fissato per la fine del mese di luglio, quando Capone incontrerà gli associati in una riunione convocata con l'obiettivo di illustrare le linee guida del suo intervento e di ascoltare le istanze dei soggetti coinvolti, gettando così le basi per un dialogo costruttivo che possa definire il futuro della Lega professionistica.

L'auspicio, espresso indirettamente dalla stessa Federazione con la scelta di un commissario di così alto profilo e privo di legami con le dinamiche interne al movimento, è che si possa giungere a una rapida normalizzazione della vita associativa e a una stagione di rinnovato slancio per il ciclismo che conta, lontano dalle polemiche che hanno segnato gli ultimi mesi e in linea con gli obiettivi di crescita e competitività che il movimento italiano si pone a livello internazionale.

Il commissariamento della Lega Ciclismo Professionistico rappresenta quindi un atto di forza senza precedenti nella storia recente della FCI, un intervento autoritario che segna una netta cesura con il recente passato e che affida a un uomo delle istituzioni il compito di traghettare l'organismo verso un nuovo assetto, nel pieno rispetto delle regole e degli interessi collettivi del mondo delle due ruote.

L'incontro di fine mese con gli associati sarà il primo vero banco di prova per testare lo stato di salute della Lega e per capire se la strada tracciata dal generale Capone saprà ricompattare un ambiente che, a causa delle recenti frizioni, aveva mostrato segni di profonda spaccatura, ora chiamato a fare quadrato attorno al commissario per superare le difficoltà e guardare al futuro con rinnovata fiducia.

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