La Juventus sprofonda in casa contro il Como, notte fonda all'Allianz Stadium
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Redazione Sport
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Non c’era forse, nell’immaginario collettivo dei tifosi bianconeri, una sconfitta capace di pesare più di altre, eppure il ko rimediato contro il Como ha il sapore amaro di una resa. La squadra di Luciano Spalletti, reduce dal tracollo europeo in casa del Galatasaray e dalle battute d'arresto in campionato contro Atalanta e Inter, è affondata nuovamente tra le mura amiche dell'Allianz Stadium, travolta per due reti a zero da una squadra lariana che ha offerto una prestazione tatticamente matura e cinica -1. A sbloccare il punteggio, dopo appena undici minuti di gioco, ci ha pensato Mergim Vojvoda, abile a infilarsi alle spalle di una difesa, quella di casa, apparsa in confusione e a sfruttare l’ennesima serata no di Michele Di Gregorio, il portiere bianconero, sul suo palo -4. Il raddoppio, firmato da Maxence Caqueret nella ripresa, ha semplicemente certificato il divario tecnico ed emotivo tra le due formazioni in questo scampolo di campionato -9.
La manovra degli uomini di Cesc Fabregas, va detto, è stata fluida e ragionata per larghi tratti della gara; gli ospiti hanno palleggiato con una disinvoltura sorprendente in una piazza difficile come Torino, andando vicini al gol in più di un'occasione e colpendo anche una traversa con Da Cunha prima dell'intervallo -1. Dall’altro lato, la Juventus è sembrata una squadra priva di un'identità precisa, incapace di reagire in maniera organica allo svantaggio e affidata, troppo spesso, agli slanci individuali di un Kenan Yildiz, che pure ci ha provato, ma che non può, da solo, risollevare le sorti di un collettivo in piena crisi d'identità -1.
Un ko che riapre tutto in classifica, i lariani ora vedono l'Europa
Se sul piano del gioco le pecche sono apparse evidenti e strutturali, è la classifica a restituire l’istantanea più impietosa della serata torinese. Con questo successo esterno, il Como sale a quota quarantacinque punti, portandosi a una sola lunghezza proprio dalla Juventus, ferma a quarantasei, e accendendo un faro su una zona Europa che, fino a poche settimane fa, sembrava un miraggio per i neopromossi -3. I bianconeri, quinti in graduatoria, vedono ora il quarto posto occupato dalla Roma, distante un punto ma con una partita ancora da disputare, e iniziano a guardarsi alle spalle con una preoccupazione crescente -8. La sensazione, passeggiando per i corridoi dello Stadium nel dopogara, era quella di assistere a un punto di non ritorno, al termine di una settimana che ha visto la squadra prima umiliata in Turchia e ora superata tra le mura amiche da una realtà più organizzata e frizzante.
Spalletti e la ricerca di un'anima, la conferenza stampa del tecnico
Nella sala stampa dell'impianto torinese, Luciano Spalletti è apparso consapevole della gravità del momento, pur cercando di analizzare la prestazione con il consueto rigore tecnico. Il mister, alla guida di una squadra che sembra aver smarrito qualsiasi tipo di automatismo, ha sottolineato come la reazione dei suoi ci sia stata, ma sia stata vanificata dalla qualità superiore del palleggio avversario -7. Quando sei costretto a forzare le giocate e a rincorrere gli ospiti, ha spiegato in sostanza l’allenatore, finisci per accusare il colpo e perdere lucidità, e contro formazioni brave a gestire il possesso come il Como diventa una condanna. L'emergenza difensiva, con Bremer tenuto precauzionalmente a riposo dopo l'acciacco europeo e Kalulu squalificato, ha imposto soluzioni d'emergenza che non hanno retto l'urto, ma sarebbe riduttivo imputare la débâcle soltanto alle assenze -2. Quella vista all'opera è una Juventus che brancola nel buio, e la notte, all'Allianz Stadium, è scesa fin troppo presto.




