Il ritorno di Peter Parker: ragnatele organiche e un nuovo inizio nel trailer di “Brand New Day”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dopo cinque anni di attesa, un silenzio rotto solo da sporadiche dichiarazioni e dall’entusiasmo misurato dei diretti interessati, il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day ha finalmente offerto uno sguardo concreto sul nuovo capitolo della saga dedicata all’Uomo Ragno interpretato da Tom Holland. Le immagini, diffuse in un evento mondiale che ha coinvolto i fan di ogni angolo del pianeta, rivelano un Peter Parker profondamente cambiato, alle prese con le macerie lasciate dall’incantesimo di Dottor Strange in No Way Home. L’oblio che ha cancellato la sua identità dalla memoria collettiva, compresa quella di MJ e di Ned, lo costringe a operare nell’ombra, unici compagni la solitudine e il peso delle proprie scelte. E in questo contesto di rinascita, il film, la cui uscita nelle sale italiane è prevista per il 29 luglio, introduce un elemento che ha immediatamente acceso i riflettori dei patiti del fumetto: le ragnatele organiche.
Una mutazione nel DNA dell’eroe di quartiere
Nel corso del trailer, una sequenza in particolare ha attirato l’attenzione degli spettatori più attenti: Peter Parker non utilizza più i lanciaragnatele meccanici che ne avevano contraddistinto le gesta nel Marvel Cinematic Universe, ma produce i suoi fili direttamente dal. Una trasformazione, questa, che non rappresenta una novità assoluta per il personaggio, richiamando alla mente la versione interpretata da Tobey Maguire nella trilogia diretta da Sam Raimi. Si tratterebbe, stando alle prime analisi, di una mutazione organica del suo stesso DNA, un’evoluzione dei poteri che lo costringe a fare i conti con una fisicità in divenire, con qualcosa che lo rende ancora più unico, ma anche potenzialmente più vulnerabile e diverso da ciò che era. Un’intuizione narrativa che sposta l’asticella delle sue capacità su un piano più istintivo, quasi animale, legando indissolubilmente l’uomo e il supereroe in una simbiosi più stretta e profonda.
Zendaya e la fiducia in un’opera corale
A incrinare la cortina di riserbo che avvolgeva la pellicola ci aveva pensato, nelle scorse ore, Zendaya, apparsa al *Jimmy Kimmel Live!* per promuovere altri progetti. L’attrice, che veste i panni di MJ, ha confessato di aver già visto una parte consistente del film e di nutrire un sentimento di grande fiducia verso il risultato finale. Un’ammissione, la sua, che arriva a pochi giorni dalla diffusione delle prime immagini e che contribuisce ad alimentare l’hype attorno a un Titolo che segna l’inizio di una nuova trilogia, voluta sia da Sony che da Marvel. Nel cast, accanto a Holland e Zendaya, tornano volti noti come Jacob Batalon nei panni di Ned, e si registrano ingressi di rilievo, da Mark Ruffalo, ancora una volta Bruce Banner, a Jon Bernthal, il cui Punitore approda per la prima volta sul grande schermo del MCU, fino a Michael Mando, pronto a riprendere i panni dello Scorpione dopo l’apparizione in *Homecoming*.
I nuovi volti e il mistero di un passato che ritorna
Oltre ai confermati ritorni, il trailer dissemina indizi e introduce personaggi che ampliano il già ricco universo narrativo. Tra questi, spiccano Sadie Sink, reduce dal successo di *Stranger Things*, e Marvin Jones III, chiamato a interpretare il gangster Tombstone, una delle minacce più concrete e brutali che Peter si troverà ad affrontare. La sinossi ufficiale parla di un’insolita scia di crimini in cui l’eroe in incognito si imbatte, una rete di misteri più grande di qualsiasi altra cosa abbia mai dovuto districare. E per affrontare ciò che lo aspetta, Spider-Man dovrà essere al massimo della forma, pronto a subire le ripercussioni del suo passato. Un passato che, nonostante l’incantesimo, sembra tornare a bussare alla sua porta, forse attraverso nuovi e vecchi nemici, forse attraverso le crepe di una memoria che qualcuno, in qualche modo, potrebbe aver preservato. La regia, affidata a Destin Daniel Cretton, noto per *Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli*, promette un tono diverso rispetto alla trilogia precedente, un’evoluzione necessaria per un eroe che ha perso tutto e che ora deve reiventarsi, partendo da zero.




