Chery, il flop promozionale sul monte Tianmen: il Suv elettrico non ce la fa
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Redazione Economia
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L'ambiziosa dimostrazione, che avrebbe dovuto celebrare le capacità del fuoristrada elettrico ripercorrendo l'impresa di un celebre modello rivale, si è trasformata in un incidente plateale, il cui video ha immediatamente fatto il gioco del web. Nelle intenzioni dei promotori, il Suv Chery Fengyun X3L avrebbe dovuto scalare la ripida gradinata di 999 gradini che conduce al tempio sulla vetta del monte Tianmen, un percorso noto come "Heaven’s Gate" che presenta un dislivello di 150 metri sviluppandosi per oltre trecento. L'operazione, chiaramente ispirata a una leggendaria campagna pubblicitaria della Land Rover girata anni prima nello stesso luogo iconico, mirava a posizionare il veicolo cinese nello stesso segmento di mercato dei modelli di lusso, suggerendone prestazioni e potenza paragonabili. L'evento, però, ha preso una piega inaspettata e decisamente controproducente quando il veicolo, a circa tre quarti del tragitto, ha perso irreparabilmente aderenza sulla pavimentazione lapidea.
Il tentativo fallito e la rovinosa retromarcia
Proprio quando sembrava aver superato la parte più impegnativa dell'erta scalinata, l'auto ha iniziato a scivolare all'indietro, senza che i suoi sistemi riuscissero a contrastare la forza di gravità. La retromarcia involontaria, divenuta rapidamente incontrollabile, ha portato il pesante fuoristrada a impattare violentemente contro le ringhiere protettive e le barriere laterali che delimitano il percorso pedonale. L'urto, sebbene non abbia causato danni a persone, ha polverizzato una sezione della recinzione, mentre il paraurti posteriore e la carrozzeria del Fengyun X3L hanno riportato deformazioni e ammaccature di notevole entità, rendendo evidente la violenza dello scontro. Molti dei presenti, che si aspettavano di assistere a un trionfo dell'ingegneria automobilistica locale, si sono invece trovati di fronte a una scena di imbarazzo e danni materiali, con il veicolo che, dopo l'incidente, è rimasto bloccato in posizione precaria sulla scala.
Le conseguenze immediate per l'immagine del brand
La diffusione virale del filmato, che mostra senza filtri il momento del cedimento e della conseguente collisione, ha offuscato il messaggio promozionale che Chery intendeva veicolare, trasformando un investimento pubblicitario in un danno d'immagine difficile da contenere. L'episodio solleva, tra l'altro, interrogativi non solo sulle reali prestazioni fuoristradistiche del modello elettrico in condizioni estreme, ma anche sulla pianificazione logistica e sulla valutazione dei rischi connessi a una simile manifestazione in un sito dal inestimabile valore storico e paesaggistico. Le autorità competenti, come spesso accade in simili circostanze, potrebbero ora essere chiamate a valutare le responsabilità per il danno arrecato a una struttura turistica di così grande rilevanza, un aspetto che aggiunge un'ulteriore dimensione problematica all'accaduto.
Un paragone che si è rivelato azzardato
Il tentativo di emulare, e forse superare in termini di audacia, lo spot della Range Rover ha finito per accentuare il divario percepito tra i due marchi, sottolineando come un'operazione di marketing così rischiosa richieda una preparazione tecnica impeccabile e un prodotto dalle caratteristiche fuoristrada consolidate. Mentre il filmato originale della casa britannica è diventato un caso studio di successo, quello della Chery rischia di rimanere negli annali come un esempio di come un'idea teoricamente vincente possa trasformarsi in un boomerang, soprattutto quando l'esito pratico non è all'altezza della narrazione costruita attorno al prodotto. L'incidente, al di là dei danni immediati, lascia dunque il brand cinese con la necessità di rivedere la propria strategia comunicativa e di gestire le ripercussioni negative generate da un fallimento così pubblico e spettacolare.




