L"Aston Martin di Newey è già in crisi? Alonso ammette le difficoltà e frena gli entusiasmi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C"è una domanda che, nell"ambiente della Formula 1, in molti si stanno ponendo dopo i test prestagionali in Bahrain, e la domanda è quasi provocatoria, se non ai confini del sacrilegio per chi considera Adrian Newey una sorta di architetto supremo della velocità: e se il genio di Newey avesse steccato? Chiariamolo subito, a scanso di equivoci e per non alimentare facili sensazionalismi: dopo soli pochi giorni di test di un ciclo tecnico così profondamente rivoluzionario come quello introdotto dal nuovo regolamento 2026, trarre giudizi definitivi e scolpiti nella pietra sui reali valori in pista non è proprio possibile, nessuno li conosce realmente, nemmeno i diretti interessati. È però un fatto, oggettivo e sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori, che tra le monoposto apparse in maggiore difficoltà nel corso della prima tre giorni di lavoro sul circuito di Sakhir, ci sia proprio l"attesissima Aston Martin AMR26, la prima creatura del nuovo corso firmata dal progettista più vincente della storia della categoria, colui che Lawrence Stroll è riuscito a strappare alla Red Bull a suon di milioni e di promesse di strutture all"avanguardia. Il progetto, nato sotto i migliori auspici, deve però fare i conti con una realtà decisamente più complessa e articolata del previsto. A Sakhir il tempo è sereno e splende un bel sole, una giornata perfetta per accumulare chilometri e dati preziosi, ma in casa Aston Martin Racing, letteralmente, piove sul bagnato. La squadra di Silverstone, infatti, sta vivendo ore di tensione e di lavoro febbrile per cercare di tamponare i problemi emersi.

Un debutto amaro tra guasti e ricambi scarsi

Dopo un avvio già ritardato nello Shakedown di Barcellona, svolto a fine gennaio con appena qualche giro di installazione, e dopo i problemi di gioventù nell"accoppiata tra la nuova AMR26 e la power unit Honda già emersi nella prima sessione di test collettivi, oggi è arrivata un"altra mazzata, l"ennesima, che rischia di compromettere seriamente la preparazione in vista del Gran Premio d"Australia. Il team, tramite un comunicato ufficiale diramato da Honda Racing ration (HRC), ha annunciato che la monoposto potrà effettuare solo brevi apparizioni in pista in questa ultima giornata di test, limitandosi a dei run di poche tornate. La causa di questo stop forzato è duplice e particolarmente preoccupante: da un lato un problema alla batteria del nuovo propulsore nipponico, che ha richiesto simulazioni urgenti al banco nella sede giapponese di Sakura, e dall"altro una cronica carenza di ricambi, che impedisce qualsiasi azione di test che possa comportare un rischio per i componenti. La nuova power unit Honda, realizzata appositamente per i complessi regolamenti 2026 che prevedono una ripartizione quasi equa tra motore termico e parte elettrica, si è rivelata al momento carente non solo in termini di affidabilità, come dimostrano le soste premature di Fernando Alonso e Lance Stroll, ma anche di prestazioni pure. L"Aston Martin è di fatto l"unico cliente della Honda in questa stagione, e quindi la squadra ufficiale dei giapponesi, ma questa partnership, nata con grandi ambizioni, sta vivendo due settimane di test estremamente complicate, ritrovandosi a completare meno chilometri di qualsiasi altro team: appena 334 giri in sei giorni, un bottino magrissimo che non permette di raccogliere i dati necessari per lo sviluppo.

Le parole di Alonso tra realismo e pazienza

Il clima nel box Aston Martin, come si può facilmente immaginare, è teso. L"AMR26, la prima monoposto interamente progettata da Newey per la squadra di Silverstone, continua a mostrare problemi significativi che vanno al di là del semplice "mal di gioventù". Le difficoltà principali riguardano l"integrazione tra il telaio, studiato per essere estremamente compatto e con soluzioni aerodinamiche audaci, il motore Honda, il nuovo cambio e la trasmissione, anch"essi realizzati in-house dopo anni di fornitura Mercedes. È un mosaico complesso, i cui pezzi faticano ad incastrarsi. Lo stesso Fernando Alonso, costretto a lasciare la vettura a bordo pista nel bel mezzo della sessione pomeridiana, ha usato parole misurate ma significative. "È complicato", ha ammesso il pilota spagnolo di fronte alle telecamere, per poi aggiungere un invito alla calma: "Le sfide erano note". Un chiarimento, il suo, che suona come una conferma indiretta della portata dei grattacapi tecnici che il team si trova ad affrontare. Alonso, che in passato ha già vissuto stagioni difficili con Honda ai tempi della McLaren, sa bene quanto sia delicato questo momento e quanto sia fondamentale non farsi prendere dal panico. I problemi, ha lasciato intendere, sono quelli tipici di un progetto completamente nuovo e di una sinergia ancora da rodare tra i reparti, ma la speranza è che si tratti solo di difficoltà iniziali, per quanto profonde e fastidiose. La strada per tornare competitivi, però, appare in salita e lastricata di incognite.

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