Supermercati aperti il 1° maggio, tra festa nazionale e scelte differenziate della grande distribuzione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Venerdì primo maggio, data che il calendario segna tradizionalmente in rosso per la Festa dei Lavoratori, troverà scuole, uffici pubblici e gran parte delle aziende con le saracinesche abbassate; non tutti i punti vendita della grande distribuzione, però, si adegueranno alla pausa collettiva. Alcune catene – ed è questo il dato che più interessa chi non vuole rinunciare alla spesa – resteranno regolarmente operative, permettendo ai propri clienti di riempire il carrello nonostante il giorno festivo. La notizia, per chi si fosse trovato impreparato, è che mentre due colossi come Coop ed Esselunga hanno scelto la chiusura totale su tutto il territorio nazionale, altri marchi hanno optato per aperture straordinarie, seppur spesso con orari ridotti rispetto al solito. Un suggerimento, che gli stessi addetti ai lavori non mancano di ripetere: verificare sempre, magari con una rapida telefonata o consultando l’app del proprio supermercato di fiducia, se il singolo punto vendita sia effettivamente raggiungibile, evitando così viaggi a vuoto e inutili attese.

Dove si può fare la spesa, nonostante la festività

La situazione, analizzata marchio per marchio, presenta un quadro variegato: alcune insegne, interpretando la festività come un’opportunità di servizio, tengono gli sportelli aperti, mentre altre – come le due già citate – osservano la chiusura integrale. Per chi abita a Roma o nei grandi centri urbani, l’offerta non manca: i centri commerciali, in particolare, adotteranno orari differenziati, con molti supermercati al loro interno che resteranno accessibili per chi avesse necessità impellenti o volesse semplicemente approfittare della giornata libera per concedersi uno shopping last minute. Non si tratta di un’apertura scontata, va detto, perché la Festa dei Lavoratori è tradizionalmente dedicata alla sospensione delle attività; d’altro canto, la domanda di servizi essenziali come la spesa alimentare non viene meno, e la grande distribuzione ne tiene conto.

Le eccezioni e le scelte delle principali catene

Coop ed Esselunga hanno fatto sapere – e la loro posizione è chiara come ogni anno – che venerdì primo maggio tutti i punti vendita rimarranno chiusi, senza eccezioni. Una decisione, la loro, che si inserisce nel solco della tradizione sindacale e del rispetto pieno della festività. Altre catene, invece, hanno scelto una via mediana: aperture confermate ma con orari ridotti, spesso limitati alla mattina o al pomeriggio, e in alcuni casi solo per i punti vendita situati all’interno di centri commerciali o in aree ad alta densità abitativa. I negozi di vicinato, a loro volta, godono di maggiore autonomia decisionale, e non mancheranno piccoli esercizi aperti su base volontaria, sebbene senza alcuna obbligazione normativa. La raccomandazione, ribadita dalla redazione di Adnkronos, resta quella di una verifica preventiva: non tutte le saracinesche si alzeranno, e chi si muove senza informazioni rischia di trovarsi davanti a un cancello abbassato.

Roma e le altre città: orari ridotti ma servizio garantito

Prendendo come esempio la capitale, dove la giornata del primo maggio si presenta solitamente tra manifestazioni e momenti di svago, anche quest’anno i centri commerciali e molti supermercati resteranno aperti – si legge nelle comunicazioni aziendali – sebbene con un’offerta limitata. Ristoranti e negozi non alimentari, all’interno delle stesse gallerie, potrebbero seguire orari autonomi; per chi ha necessità di fare la spesa, invece, gli spazi destinati alla grande distribuzione saranno fruibili. L’invito, quasi un mantra per chi scrive di consumi, è quello di non dare nulla per scontato: una verifica veloce online o una chiamata al numero del punto vendita evitano disguidi. La Festa dei Lavoratori, insomma, non impedirà del tutto il riempimento del carrello, ma richiederà un minimo di organizzazione da parte di chi non vuole restare a bocca asciutta.

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