La salma di Sara Campanella torna a casa, mentre il femminicidio di Messina scuote l’Italia
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Redazione Interno
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La salma di Sara Campanella, la studentessa universitaria uccisa a Messina dal collega Stefano Argentino, ha fatto ritorno a casa. Scortata dai carabinieri e dalla polizia municipale, l’auto funebre ha attraversato Palermo, Villabate e infine Portella di Mare, la frazione di Misilmeri dove la giovane viveva. I sindaci dei comuni interessati, Gaetano Di Chiara e Rosario Rizzolo, hanno informato i cittadini del passaggio del corteo, mentre la famiglia ha chiesto privacy in un momento di così profondo dolore.
Domani, a partire dalle 10.30, sarà allestita la camera ardente nella chiesa delle Anime Sante in piazza Comitato, mentre lunedì i funerali si terranno nella chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri, presieduti dall’arcivescovo Don Corrado Lorefice. Intanto, il caso continua a far discutere, non solo per la brutalità del delitto, ma anche per il ruolo della madre dell’assassino, Daniela Santoro, indagata per favoreggiamento dopo aver tentato di aiutare il figlio nei momenti successivi al femminicidio.
«Volevo solo salvarlo dal suicidio», ha dichiarato la donna agli inquirenti, spiegando di aver agito spinta dalla disperazione. Stefano Argentino, infatti, avrebbe manifestato più volte l’intenzione di voler morire, un proposito che sembra persistere anche ora che è detenuto nel carcere di Messina. Il suo avvocato, Stefano Andolina, lo ha descritto come «un ragazzo molto, molto provato», confermando che da quattro giorni rifiuta cibo e acqua.




