Un imprenditore scompare sull'asfalto: la vita spezzata di Alberto Stancari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica, come documentato dalle immagini, è di una violenza inaudita e lascia poco spazio all’immaginazione: un’Audi A5, senza che si vedano solchi di frenata sull’asfalto, si è letteralmente infilata sotto la scocca del rimorchio di un tir, in un abbraccio mortale avvenuto nel primo pomeriggio di sabato lungo la trafficata A14, all’altezza di Bologna. Alla guida della vettura c’era Alberto Stancari, 51 anni, bolognese, ingegnere gestionale e socio fondatore di una realtà affermata nel campo della consulenza aziendale, che non ce l’ha fatta a uscire vivo da quel groviglio di metallo. La tragedia, uno di quegli eventi che segnano la cronaca e le coscienze, pone interrogativi stringenti sull’efficacia dei sistemi di sicurezza avanzata di cui oggi sono dotate le auto, gli ADAS, che in questo frangente – stando a una prima e cruda ricostruzione – non sembrano essere intervenuti in modo tale da scongiurare o quanto meno mitigare la forza dell’impatto.

Il profilo di un uomo stimato

Al di là dei freddi rilievi, che le autorità competenti stanno ancora effettuando per chiarire ogni aspetto della vicenda, ciò che emerge con forza è il vuoto lasciato da Stancari. Nato nel settembre del 1974, aveva costruito la sua carriera nel solido terreno dell’imprenditoria e della consulenza, occupandosi con passione di sviluppo d’impresa, formazione e finanza agevolata attraverso la sua EsaProfessional. Gli amici di una vita, nel ricordarlo commossi, ne tratteggiano il ritratto di un uomo completo: padre affettuoso di tre bambini, appassionato di basket e buongustaio, amante del buon cibo e delle relazioni autentiche. Una normalità piena e operosa, la sua, stroncata in un istante sull’autostrada che forse percorreva decine di volte, quella che doveva essere una semplice tratta di un viaggio di routine.

Il lutto del mondo economico

La notizia della sua scomparsa ha gettato nello sconforto l’intero tessuto produttivo emiliano, dove Stancari non era solo un imprenditore ma anche un consigliere attivo all’interno di Confapi Emilia. L’associazione, attraverso una nota ufficiale, ha espresso il proprio profondo cordoglio per la perdita di un suo valente rappresentante, unendo il dolore del presidente Alberto Meschieri, della Giunta, del Consiglio Direttivo e di tutti i collaboratori a quello straziante della famiglia. Un lutto che travalica la sfera privata per investire una cerchia più ampia di colleghi e conoscenti, i quali oggi devono fare i conti con l’assenza improvvisa di una figura professionale stimata e di un uomo la cui vitalità pareva inesauribile.

Le domande aperte sull'incidente

Mentre la macchina della giustizia, come sempre in questi casi, avvia il suo iter per accertare le precise responsabilità, l’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza passiva e attiva delle nostre strade. La constatazione che un veicolo moderno, dotato presumibilmente di un pacchetto tecnologico all’avanguardia, possa finire così tragicamente sotto un mezzo pesante senza apparenti reazioni dei dispositivi di bordo, lascia un senso di amarezza e di inquietudine. Sono domande che, sebbene non restituiscano affatto la persona perduta, servono a interrogare la realtà, affinché tragedie simili, per quanto impossibili da azzerare del tutto, possano almeno diventare sempre più remote.

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