Pedro Acosta: "Non ho mai avuto amici nel paddock, così non ho riguardo per nessuno quando sorpasso"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pausa estiva, per chi vive la MotoGP a certi livelli, è spesso un'illusione più che una reale sospensione. Ma per Pedro Acosta, fresco del trasferimento negli Stati Uniti, quelle settimane lontano dai circuiti hanno rappresentato molto più di un semplice stacco dalla tensione accumulata.

"Queste sono state le prime vere vacanze che mi sono preso nella mia vita", ha raccontato il pilota spagnolo, spiegando come la scelta di volare oltreoceano sia stata dettata dalla necessità di ricaricare le batterie dopo una prima parte di stagione complicata, segnata da problemi tecnici che hanno limitato il potenziale della sua KTM. Un viaggio che ha incluso anche la visita a una gara della NASCAR, un'esperienza che il giovane talento aveva da tempo nella sua lista dei desideri e che gli ha permesso di evadere completamente dal mondo delle due ruote.

La dichiarazione sull'assenza di amici nel paddock

In un'intervista esclusiva concessa a Motorsport Network durante il Gran Premio di Gran Bretagna, Acosta si è lasciato andare a considerazioni che delineano il suo carattere e il suo approccio alle gare. La più rivelatrice, forse, riguarda i rapporti umani all'interno del paddock: "Non ho mai avuto amici nel paddock, e sono contento che sia così perché, in questo modo, non ho riguardi per nessuno quando sorpasso".

Una dichiarazione che suona come un'autentica dichiarazione di intenti, quasi un manifesto del suo stile di guida, privo di quelle remore che spesso condizionano i piloti quando si trovano ad attaccare un compagno o un amico. Acosta ha anche accennato al fatto che le grandi rivalità del passato, come quelle tra Rossi e Biaggi o tra Rossi e Marquez, non erano certo rapporti facili, suggerendo che forse questo "tocco piccante" è ciò che manca alla MotoGP attuale.

Il passaggio in Ducati e il confronto con Marc Marquez

Dall'inizio della prossima stagione, Acosta indosserà i colori della Ducati e condividerà il box con un pilota del calibro di Marc Marquez. Un cambio radicale dopo sei anni trascorsi nell'orbita della KTM, casa con la quale ha costruito la sua carriera dalle categorie minori fino al salto in MotoGP. Proprio il confronto con il futuro compagno di squadra è uno dei temi più caldi dell'intervista, e Acosta lo affronta con la spregiudicatezza che lo contraddistingue: "Marc è nella fase finale della sua carriera e io sto iniziando la mia".

Un'affermazione che pesa come un macigno, considerando che il pluricampione del mondo è ancora oggi il punto di riferimento assoluto del paddock e il pilota da battere. Acosta, tuttavia, non sembra intenzionato a farsi schiacciare da questa pressione, consapevole di rappresentare il futuro contro il presente.

Nessuna pressione e un piano a due anni

Nonostante l'aura di sfida che permea le sue parole, il pilota di Murcia mantiene un approccio pragmatico al suo arrivo a Borgo Panigale. È ben consapevole che Marquez conosce ogni ingranaggio della fabbrica e del team, mentre lui dovrà partire da zero in un ambiente completamente nuovo. "Mi trovo di fronte a un capitolo completamente nuovo, quindi non ho alcuna pressione", ha dichiarato, rivelando anche di aver pianificato il suo inserimento su due anni.

Il contratto biennale, infatti, gli garantirà il tempo necessario per prendere il ritmo nella prima stagione e per vedere cosa succederà nella seconda. Una strategia che indica una maturità e una lungimiranza non comuni per un pilota della sua età, capace di bilanciare l'ambizione con la consapevolezza delle difficoltà che lo attendono in una squadra che fa del campione in carica il proprio punto di forza.

La scelta di lasciare la KTM e la gratitudine verso la Ducati

La decisione di lasciare la KTM non è stata presa a cuor leggero, ma risponde a un'esigenza precisa che Acosta ha ormai chiaro: la volontà di vincere. Il pilota spagnolo ha più volte sottolineato che l'unica cosa che desiderava era una moto con cui poter lottare per il campionato del mondo, e che la KTM non era ancora in grado di garantirglielo. La scelta di Ducati, quindi, è la conseguenza logica di questa aspirazione. Nonostante la fiducia che l'azienda austriaca gli ha accordato per anni, Acosta ha sentito che era giunto il momento di intraprendere una nuova sfida.

Al contempo, non ha nascosto la sua gratitudine verso la Ducati per aver creduto in lui, nonostante il fatto di non aver ancora conquistato una vittoria in MotoGP. Un ringraziamento che suona come un impegno e che fa presagire l'inizio di una nuova, entusiasmante era per il pilota spagnolo.

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