Carabiniere indagato per eccesso di difesa
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Redazione Interno
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La notte di Capodanno a Villa Verucchio, un piccolo borgo della Valmarecchia, è stata segnata da un episodio di violenza che ha visto protagonista il luogotenente Luciano Masini, comandante della stazione locale dei carabinieri. Masini, intervenuto per fermare Muhammad Sitta, un giovane egiziano di 23 anni che aveva accoltellato quattro persone, ha sparato dodici colpi di pistola, di cui otto hanno colpito il corpo dell'aggressore, neutralizzandolo. L'azione del carabiniere, che ha agito per salvare delle vite, è ora al centro di un'indagine per eccesso colposo di legittima difesa.
Secondo le testimonianze raccolte, Sitta, armato di un lungo coltello da cucina, si è scagliato contro Masini, arrivando a pochi centimetri dal suo volto. Il maresciallo, istruttore di tiro con 35 anni di servizio alle spalle, gli aveva intimato più volte di gettare l'arma, ma l'aggressore ha continuato ad avanzare, costringendo il carabiniere a fare fuoco. "Ho fatto il mio dovere", ha dichiarato Masini al suo avvocato, Tommaso Borghesi, spiegando di aver agito per tutelare la sicurezza dei cittadini e del luogo in cui vive.
L'episodio ha suscitato un acceso dibattito politico, con esponenti di vari partiti che hanno espresso il loro sostegno alle forze dell'ordine. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha dichiarato che seguirà con attenzione gli sviluppi della vicenda, riservandosi di intervenire anche in sede legislativa qualora l'attuale normativa non garantisca piena operatività e tutela ai carabinieri nell'esercizio delle loro funzioni.
Nel frattempo, la procura di Rimini, coordinata dalla procuratrice Elisabetta Melotti, sta conducendo accertamenti sui proiettili che hanno colpito Sitta, per stabilire con esattezza la dinamica dei fatti.




