Stop agli incentivi auto 2025, la decisione del governo
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Redazione Economia
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Il governo italiano ha ufficialmente annunciato la cancellazione degli incentivi auto per il 2025, una decisione che ha suscitato non poche reazioni. Fino a pochi giorni fa, sembrava scontato che gli incentivi sarebbero stati confermati anche per il prossimo anno, ma una norma inserita quasi di nascosto nella bozza della Legge di Bilancio ha dirottato altrove, in particolare verso spese per la Difesa, 4,6 dei 5,75 miliardi del Fondo Automotive, lasciando al comparto automobilistico solo le briciole. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha ufficializzato la decisione, spiegando che "è finito il tempo dei bonus".
La scelta del governo, confermata anche dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, prevede l'azzeramento del fondo per gli incentivi all'acquisto di auto elettriche, ibride o a basse emissioni. Giorgetti ha chiarito che non verranno tagliati i fondi alle imprese che vogliono riconvertire la produzione, ma solo quelli destinati alle rottamazioni per l'acquisto di auto elettriche prodotte in Cina. Questa decisione, che ha messo una pietra tombale sugli incentivi auto per il 2025 e per gli anni a seguire, è stata giustificata dal governo con la scarsa efficacia degli Ecobonus, che non hanno prodotto i risultati sperati, specie nel complicato settore delle auto elettriche.
Il ministro Urso, durante un'interrogazione parlamentare, ha chiarito il nuovo approccio del governo, sottolineando che le risorse rimaste saranno utilizzate per gli "investimenti produttivi con particolare attenzione alla componentistica, che è la vera forza del Made in Italy". La decisione di tagliare gli incentivi auto, già anticipata dal taglio dell'80% del Fondo Automotive previsto dalla nuova Legge di Bilancio, non ha sorpreso gli addetti ai lavori, che avevano già intuito che per l'Ecobonus non ci sarebbe stato più spazio.
La scelta del governo di porre fine agli incentivi auto per il 2025 rappresenta un cambio di rotta significativo nella politica industriale italiana, con un'attenzione particolare agli investimenti produttivi e alla difesa del Made in Italy, a scapito delle agevolazioni per l'acquisto di veicoli a basse emissioni.




